sabato 8 dicembre 2007

La vergogna delle Poste Italiane

Aprendo il sito di Poste Italiane vedrete sempre il bel viso sorridente dell'Ad Massimo Sarmi ben felice di annunciare record di utili, fatturati (io li chiamerei scippi) realizzati dall'azienda.
Poste multifunzione che cercano di entrare in qualsiasi settore in cui ci sia da guadagnare moneta. Ora l'ultima baggianata: la sim di postemobile, pubblicizzata con tariffe incredibili....si per quanto facciano schifo!
Oggi non voglio però tediarvi con le solite schifezze pubblicizzate dalle Poste o ai 2,50 euro che hanno derubato a tutti gli italiani per ogn vaglia incassato da luglio a settembre (che vergogna!).
Poste Italiane assumerà entrò il 2009 circa 500 individui da inserire nel proprio organico (ed era ora direi io visto che l'età media degli impiegati a Reggio Calabria supera di gran lunga i 50 anni e che ai pensionamenti non è mai seguito un ricambio di personale!).
C'è però un piccolo particolare: la metà di questi sarà destinata ad extracomunitari!
Ma come direte voi? Avete mandato il vostro figlio a studiare, si è laureato con il massimo dei voti, i giovani italiani lavorano con contratti di 2-3 mesi e le Poste assumono 250 extra-comunitari? Proprio cosi! Certo anche voi laureati in lingue potrete fare richiesta di assunzione a patto che abbiate studiato il filippino, il peruviano o il rumeno.

Qualcuno riderà ma quanto detto non è proprio uno scherzo.
Italiani svegliatevi perchè davvero sta diventando troppo tardi. Possibile non ci sia un politico di spicco a difendere i nostri interessi? Perchè non interviene su questo la Lega e non sulle solite menate con cui va avanti da 10 anni? Parlo della Lega (che tanto si vanta di difendere gli italiani) perchè purtroppo noi, la Fiamma, veniamo oscurati in ogni dove perchè queste cose devono rimanere a conoscenza di pochi. Spero che quando la gente ci darà la fiducia necessaria ci sia ancora qualcosa da salvare!

Oggi intanto incazzati perchè domani ti scade il contratto di lavoro ma purtroppo tu il senegalese non l'hai studiato a scuola...

7 commenti:

Domenico ha detto...

Caro federale,auguri per la tua recente nomina innanzitutto....e poi complimenti per questa segnalazione molto interessante...purtroppo ogni giorno che passa la situazione per i giovani italiani si fa sempre più precaria e preoccupante,e apprendere di queste notizie non fa altro che aumentare l'amarezza e il senso di impotenza e frustrazione...quando gli italiani apriranno gli occhi e decideranno finalmente che è ora di tornare padroni a casa propria???
IL DOMANI APPARTIENE A NOI!!!!!!!!
IN ALTO I CUORI!

Tolleranza Zero ha detto...

Il lavoro, come il welfare e la sanità, sono diritti fondamentali di cittadinanza, quindi vanno assegnati secondo criteri di PREFERENZA NAZIONALE.

Ma è il ragionamento generale che mi fa più paura. Ci sono milioni di immigrati, apriamo un LORO sportello, dove si parla la LORO lingua.

Eh no, se un immigrato non parla italiano, NON DEVE ESSERE ACCOLTO, perchè sicuramente non sarà mai partecipe della nostra comunità.

Altro che sportelli dedicati!

Se vogliono le Poste dove si parla la loro lingua da parte di impiegati loro connazionali, la soluzione è semplice:

RESTINO NEI LORO PAESI !!!!!

Anonimo ha detto...

Non ho parole.
Io ora ho 16 anni, frequento questo sito oramai da 2.
Ed adesso arrivo in un momento cruciale della mia vita: darmi una direzione, decidere cosa fare del mio futuro e, sopratutto, che uomo diventare.
Ma guardandomi intorno oramai non vedo altro che extracomunitari, che si prendono i nostri posti di lavoro perchè possono essere pagati meno o semplicemente più facilmentie scaricabili, se ne capita l'occasione.
Cosa può fare oggi un laureato italiano?
Può fare ricerca, ma in quel caso si dovrebbe nutrire di passione, in quanto con lo stipendio non ci mantieni neanche il cane.
Io ho optato per la carriera militare. Penso che a questo punto per alcuni sia una scelta obbligata.
Fortunatamente non per me, sono al liceo perchè avevo già questa idea, ma per alcuni lo sarà.

Luigi ha detto...

Caro camerata, è la prima volta che commento un tuo articolo, lo devo fare più spesso perché si tratta di argomenti molto interessanti. Io non mi stupisco più di nulla ormai, in fondo questo è quello che l’Italia si merita…l’Italia, la nostra Patria…
Dinanzi a questi avvenimenti devo dire che un po’ sono contento –anche se la mia è una contentezza ironica e sarcastica- perché questa è la naturale conseguenza dello stato pietoso in cui si trova il nostro Paese…chi avrebbe mai pensato che ci potessimo combinare cosi…eppure ciò è accaduto, per una serie di ragioni. Noi paghiamo 50 anni di segretezze, opportunismo, massoneria, lobby di potere e di compromessi sociali e politici. Ma c’è un elemento che è più pericoloso di tutti: tutto ciò che si verifica in Italia di negativo e distruttivo è l’effetto del fluire, per ora inarrestabile e incontrollabile, della cultura di sinistra: liberalismo, nichilismo, epicureismo, comunismo, falso buonismo, ipocrisia, anarchia.
Questi elementi presi singolarmente sono già pericolosissimi, ma se messi assieme diventano devastanti, perché generano nell’opinione pubblica un indottrinamento che non può essere fermato perché oggi non ci sono alternative (purtroppo)…e cosi si creano nelle menti delle persone tali idee, senza valutare le conseguenze. “Dobbiamo essere buoni con gli extracomunitari; dobbiamo aiutarli; facciamoli entrare tutti tanto qui c’è lavoro per tutti, per chiunque, non possiamo voltare loro le spalle…bla bla bla…”. In Italia non c’è lavoro, purtroppo, la gente muore di fame, padri di famiglia che non sanno come andare avanti, mutui altissimi, stipendi ridicoli, i privati che si comportano come se non ci fossero regole, gente che finisce per strada, famiglie ridotte sul lastrico.
E allora? Qual’è il problema scusa? L’importante è fare in modo che ci sia l’integrazione, dobbiamo creare le società multietniche, dobbiamo fare di tutto per fare entrare le persone e per farle lavorare, altrimenti gli extracomunitari saranno costretti a rubare, a vivere di espedienti, a spacciare. Noi non possiamo permettere che loro si riducano cosi perché non siamo i grado di accoglierli e cosi dobbiamo trovare dei sistemi per favorirli, dobbiamo fornire loro le condizioni per vivere meglio a tutti i costi, per essere alla pari con noi. Alla pari……………credo che chi leggerà capirà che io sto parlando IRONICAMENTE. Io sono senza parole. La sinistra è irrazionale e con la sinistra anche il…centrodestra. Sono pazzi. Dobbiamo integrarci per forza, se vogliamo e se non vogliamo, e per fare questo occorre ricorrere a tutto, dobbiamo favorirli per tutto. Prima favoriamo loro e li facciamo integrare, poi pensiamo a noi, ma solo dopo, prima aiutiamoli poi risolviamo lo stato pietoso del nostro paese, prima pensiamo a loro e facciamoli lavorare, poi pensiamo a noi, alle famiglie. (ancora ironia)
Gli imprenditori dicono che senza extracomunitari la nostra economia fallirebbe, perché loro fanno i lavori che nessun italiano “si sognerebbe di fare”. Non sono d’accordo. Prima perché la nostra economia è già fallita. Secondo perchè se non ci fossero gli extracomunitari gli ITALIANI sarebbero costretti a farli quei lavori, diventerebbe un’esigenza naturale, una necessità preminente, e si tornerebbe a lavorare.
Ora ti dico molto brevemente come la penso io: NOI ABBIAMO IL DOVERE DI AIUTARE QUESTA GENTE, questa povera gente, profughi senza speranza, senza vita, senza niente. Non possiamo voltare loro le spalle, sarebbe un atto di indicibile indifferenza. A guardare le immagini del terzo mondo e di quei poveri bambini non si può restare indifferenti. Sarebbe contro ogni logica, contro ogni morale e soprattutto sarebbe contro DIO e la nostra Religione. Noi che ci professiamo Cristiani, che ci opponiamo all’islamizzazione dell’Europa, all’entrata di Israele e della Turchia in Europa, dobbiamo pensare anche al futuro di questa gente “PER DARE FINALMENTE UN LUNGO PERIODO DI PACE CON LA GIUSTIZIA ALL’ITALIA, ALL’EUROPA, AL MONDO” disse qualcuno…
Non facendoli entrare tutti da noi, ma aiutandoli nei loro Paesi, noi non abbiamo lavoro, non abbiamo nulla, ora come ora non possiamo fare nulla. La comunità internazionale anziché fare guerre senza senso perché non risolve il problema “fame nel mondo”?. Il problema è trovare il mezzo giusto per intervenire, la giusta strada. Occorre organizzare piani strutturati per la costruzione di infrastrutture, ospedali, scuole per dare un senso alla nostra politica estera, al futuro del pianeta, per dare un senso alla nostra missione. E questo può partire solo da noi, memori del nostro glorioso passato e di ciò che siamo in grado di fare per il vero sommo bene di tutti.
In sostanza dobbiamo tornare ad essere una grande potenza e porci alla guida dell’Europa perché noi si che possiamo farlo, perché abbiamo le idee giuste per farlo, i veri valori e ideali di giustizia sociale, di sviluppo e di potenza (non potere! Ma potenza nel suo complesso considerata!). Dio, Patria, Famiglia, Identità, Socialità, Giustizia. Ma come farlo? Dobbiamo riprenderci al cultura o meglio dobbiamo dar vita a una nuova, vera e sana cultura.
E QUI SI ARRIVA AL PUNTO CENTRALE DA CUI TUTTO PARTE: LA “BATTAGLIA CULURALE”. Solo se ci sarà una svolta culturale di destra le cose cambieranno. Dobbiamo rimboccarci le maniche e fare della “battaglia culturale” e della “questione morale” il “nucleo duro” sul quale impostare tutto. Oggi al cultura e la televisione sono nelle mani della sinistra: cantanti, attori, presentatori, direttori di riviste e giornali, comici, che veicolano idee malsane di sinistra. Solo riprendendoci la cultura possiamo guardare al futuro con sano ottimismo. Dobbiamo farlo, è nostro dovere farlo per salvare questa nazione dall’oblio, dal delirio e dalla decadenza generati dalla cultura di sinistra liberale e comunista. Perché in fondo lo sappiamo che possiamo Vincere, e Vinceremo!perchè il domani appartiene A NOI!!!!!!e dobbiamo riconquistarlo!!!!

Semper Fidelis…a Noi…

Anonimo ha detto...

Italymedia.it denuncia il mancato rispetto dei tempi di apertura al pubblico

Orari selvaggi all’ufficio postale
Presso la sede di Acilia, al direttore del noto portale d’informazione Antonello De Pierro, nonché voce storica di Radio Roma, viene negato il pagamento di un bollettino, nonostante ne avesse diritto. Necessario l’intervento dei Carabinieri


Roma. Erano state in numero alquanto significativo le segnalazioni di utenti delle Poste Italiane giunte alle redazioni di Italymedia.it e di Radio Roma, che lamentavano un disservizio piuttosto eclatante presso alcuni uffici della capitale, nel rispetto dell’orario di apertura al pubblico. Iniziavamo ad effettuare dei sopralluoghi a campione in giro per la città, e nella maggior parte delle strutture riscontravamo una situazione impeccabile per la cortesia e la disponibilità usate nei confronti dell’utenza, nonostante la grande mole di lavoro gravante sugli impiegati, e in linea di massima l’assenza di particolari problemi per quanto concerne il rispetto degli obblighi temporali del servizio. Ma tra le segnalazioni campeggiava in maniera insistente l’indicazione di un ufficio in particolare, di quelli cosiddetti centrali, che prevedono, con tanto di cartello affisso all’ingresso, l’apertura al pubblico fino alle ore 19,00, cosa che, come succede in tutti gli esercizi pubblici e privati, concede possibilità di accesso fino a tale ora. Da quanto veniva segnalato, sembrava invece che tale orario fosse presente solo in forma virtuale, ma in realtà anticipato, senza una scadenza temporale certa, a seconda dell’affluenza del pubblico. A quanto pare l’ingresso degli utenti veniva di solito inibito già molti minuti prima del canonico limite fissato alle ore 19,00, in quanto sembra che i poveri impiegati avessero invece a tale ora impellente e inappellabile necessità di chiudere i battenti degli sportelli, senza alcuna possibilità di deroga. Inevitabilmente nella nostra mente si accendeva la spia dell’analisi riflessiva, e il nostro pensiero correva immantinente, come del resto conseguenza logica della nostra linea editoriale, alle cellule più deboli della collettività e al loro disagio derivante dalla sconcertante presunta situazione. Come giannizzeri della giustizia, volti a dare voce a quanti spesso vengono soffocati nella loro naturale espressione dei diritti, immaginando per l’occasione la figura emblematica di un’anziana signora, sola e malata, nonché affaticata sotto il peso inesorabile degli anni, sottoporsi ad un già ingente carico di stress per raggiungere l’ufficio in questione e trovarsi di fronte all’opposizione di un illegittimo diniego alla naturale offerta del servizio, ritenevamo opportuno recarci in loco per accertare e documentare la veridicità delle segnalazioni. L’ufficio in questione era quello centrale di Acilia.
Ad andare sul posto è il direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro, nonché voce storica di Radio Roma e presidente del movimento nazionale “L’Italia dei diritti”. Il noto giornalista giunge nei locali della struttura esattamente alle ore 18,42, e quindi 18 minuti prima dell’orario canonico di chiusura al pubblico, con l’intenzione di effettuare un pagamento tramite bollettino postale. All’ingresso viene fermato da un impiegato, che con grande naturalezza lo avvisa del fatto che l’ufficio è già chiuso, cosa piuttosto singolare e assurda vista l’ora. Ignorando l’azzardato avvertimento si reca comunque presso la macchina erogatrice dei numeri progressivi che regolano l’affluenza agli sportelli, e qui lo attende un’indicibile sorpresa: dalla fessura esce un biglietto con la scritta “IL SERVIZIO NON E’ ATTIVO”. Ma la cosa fondamentale è che trovano riscontro tutte le lamentele accolte, e queste si posano saldamente su una granitica piattaforma di verità, tanto da poterle diffondere con la voce pacata ma intensa e rabbiosa di chi è stanco di dover perpetuamente lottare sul terreno sociale per ottenere il rispetto dei propri diritti, che dovrebbero invece automaticamente essere ottenuti con la naturalezza dell’inevitabile, tanto che spesso quando ciò avviene ci compiacciamo e meravigliamo, scambiando inconsciamente per un’eccezione quella che dovrebbe essere la regola. L’irremovibile reporter, noto soprattutto per le sue battaglie in tema di diritti sociali, non si scompone e decide ugualmente di attendere il suo turno. Alle 19 e 2 minuti circa raggiunge lo sportello per effettuare l’operazione, come è suo imprescindibile diritto, ma si imbatte nel rifiuto dell’impiegata che gli contesta il fatto di non essere in possesso del numero progressivo: “Educatamente le feci notare che avevo varcato l’ingresso in orario abbondantemente regolare, ma non volle sentire ragioni sostenendo con decisione che doveva chiudere lo sportello alle 19,00 in punto; le spiegai che avrebbe potuto incorrere nel reato penale di interruzione di servizio pubblico, ma quando mi rispose che lei non svolgeva un servizio pubblico, bensì privato, rimasi esterrefatto e ritenni evidente di non poter proseguire oltre. Mi venne in mente in associazione il parallelo calzante di un autista di un autobus adibito a pubblico servizio, che termina il suo turno di lavoro alle ore 19,00, ma trovandosi ancora a qualche chilometro dal capolinea, decide di abbandonare la vettura e andarsene a casa. Una cosa assurda”. De Pierro pensa quindi di rivolgersi ad un responsabile e chiede del direttore dell’ufficio. Dopo qualche ricerca in giro per i locali che frattanto si sono svuotati del pubblico, si imbatte in una donna che risulterà poi essere la vicedirettrice, che invece di accogliere o almeno ascoltare le sue ragioni lo minaccia che se non sparisce chiamerà i Carabinieri. E’ allora che l’incredulo giornalista le risparmia la fatica e compone sul suo cellulare il numero 112. I militari della vicina Stazione di Acilia giungono in poco tempo e cercano di convincerlo a desistere, ma egli non molla: vuole pagare il bollettino, anche se sa che ormai è impossibile. I terminali sono stati tutti spenti. Il suo diritto è stato violato, l’interruzione del servizio pubblico si è consumata, lasciando dietro di sé i suoi danni. Agli encomiabili carabinieri non resta ormai che constatare quanto è successo, l’impiegato alla porta conferma che il direttore di Italymedia.it è entrato prima delle ore 19,00, mancano solo gli atti da redigere per l’Autorità Giudiziaria. Frattanto i fotografi immortalano e illuminano con i flash a raffica il volto stanco ed emaciato di De Pierro, sono quasi le 21,30, la sua lotta di oggi servirà a salvaguardare i diritti di altri domani, mentre emerge anche un altro fatto inquietante: se il servizio degli impiegati termina oltre le 19,30, questi non hanno diritto ad essere retribuiti per il periodo di lavoro straordinario. Lo scontento dei dipendenti nei confronti dell’azienda si abbatte contro l’utenza esasperata. Lavoratori contro cittadini, la guerra dei poveri. I generali restano in torretta a guardare. De Pierro ne parlerà sulle frequenze di Radio Roma, ma nessuno dei vertici dell’azienda è disponibile ad intervenire, nemmeno telefonicamente, ed anche per Italymedia.it si attende una nota, che non arriverà mai. Ciliegina sulla torta, giunge il direttore dell’ufficio di Acilia in tenuta molto casalinga, urla contro tutti, è alterato all’ennesima potenza , non capiamo perché, se non fa rispettare gli orari ai suoi subalterni. Le sue grida fendono l’aria dove la tensione si taglia a fette, i carabinieri, ancora impeccabili, lo calmano. Ormai si può chiudere l’ufficio. Tutti a casa. Scatta la denuncia. Si chiude anche un’altra pagina nera nel libro dei diritti negati, ai cittadini e ai lavoratori, e purtroppo non sarà l’ultima nelle storture croniche della triste realtà italica dei poteri forti, dove il cittadino comune purtroppo soccombe quotidianamente sotto i macigni dell’arroganza.

Anonimo ha detto...

Ognuno ha le sue idee, ma in certi casi qualcuno non vuole capire o fa finta di non capire.
Non parlo (di per sè) dei problemi dell'immigrazione (problema enorne) nè della concorrenza nei posti di lavoro (ma a raccogliere i pomodori gli italiani non ci vanno). Ma se le poste assumo 250 persone che conoscono bene almeno una lingua straniera (specificatamente il rumeno, il filippino e altro) lo capirebbe anche un mulo che li assume perchè essendoci una grandissima clientela potenziale che parla solo quelle lingue le Poste vogliono prendersela. E se non ci fossero così tanti rumeni e filippini (e ne sarei contento anch'io) NON ci sarebbe bisogno di assumere altre 250 persone (e quindi non assumerebbero MAI altri 250 italiani). Ragionate con la vostra testa.

Anonimo ha detto...

salve a tutti !
sinceramente il lavoro e anche rivolto ai cittadini italiani che sano parlare almeno 2 lingue straniere.....devo dire qua che ci sono un sacco di ragazzi che ci sn laureati in mediazione linguistica.....e sinceramente nn vedo niente di male che figli dei immigrati che si sono diplomati e laureati in Italia possono fare quel tipi di lavoro...in fin de conti sono laureati parlano le lingue.... ben vengano queste figure che fano andar avanti la nazione...auguro a tutti di trovare il lavoro gusto e ragazzi nn ce niente di male se i extracomunitari lavorano in posta...e un diritto di tutti lavorare.
Se le persone sono qualificate, ben vengano !!!!!!1