martedì 27 maggio 2008

La sindrome del fascista "tastierista"

Potrebbe benissimo definirsi così la malattia che colpisce decine di migliaia di giovani (millantati) attivisti del neofascismo.
Personaggi che blaterano un presunto attivismo sfrenato nelle piazze, nelle città, nelle scuole. E che nel frattempo stanno appollaiati, magari fumando una sigaretta, sul proprio lettino con un portatile di ultima generazione.
Ed è lì, in quell'ambiente puzzolente, chiuso, con la cenere che si annida tra i tasti che nasce il fascismo del terzo millennio: quello razzista, stupido, vuoto, rissoso.
Comunità intere che si guardano con occhio di sfida mentre i compagni rossi attentano alla vita di entrambi per poi passare come vittime sui mass-media.
Molti tastieristi lo diventano perchè non conoscono nessun altro nel proprio piccolo paese e così il pc diventa il miglior alleato nella ricerca dei propri simili ignorando che magari il vicino di casa la pensa esattamente allo stesso modo.
Ecco quindi che anzichè lavorare per l'idea la si distrugge. Si discute se conviene essere gentiliani o evoliani, se monarchici o repubblicani e una serie tante altre menate che distruggono giorno dopo giorno "la più mediterranea delle Idee".
Il mio consiglio: meno internet, meno forum, più organizzazione e cultura. Perchè questo è il fascismo!

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