martedì 10 giugno 2008

Un declino iniziato il 10 giugno di 68 anni fa...

E' indubbio che questo paese sia in declino da ormai molti anni.
Declino che è iniziato quel 10 giugno 1940 quando l'Italia entrò in quella guerra che spazzò via il regime fascista e Mussolini.
Se il declino economico, dopo le illusioni degli anni '50 e '60, è venuto alla luce solo negli ultimi anni, quello morale, politico, sociale iniziò proprio in quel giorno di giugno di 68 anni fa.
Oggi ci troviamo di fronte ad uno Stato che non esiste, ad una politica che spartisce per sè pani e pesci e abbandona il cittadino, il quale a sua volta pensa solo al proprio orticello, cercando anzi, se può, di avvelenare quello del vicino.
La morale, quella che il fascismo aveva iniziato a inculcare nell'animo degli italiani, non esiste più.
La disciplina idem.Così se negli anni '30 la mafia abbandonava l'Italia in quanto ferita a morte dal Fascismo, oggi le organizzazioni criminali la fanno da padrone e anche dentro le stesse la vecchia morale, anche se criminale ed arcaica, non esiste più.
E cosi oggi nell'Italia del 2008 si spara e si uccide per strada.

Siamo certi di una cosa:
Se nel 2008 l'Italia fosse stata ancora fascista il bambino di Melito (Rc) nessuno lo avrebbe ferito a morte. Ma si sa.... nel 1945 arrivarono i buoni...

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Direttore,

come sempre d'accordo con lei.
Spero però di sbagliarmi come sono certo lo spera anche lei!

Anonimo ha detto...

ha pienamente ragione egregio direttore ormai la cultura qualunquista è entrata nella mentalità italiana portata da quel maledetto vento filo sovietico del 1968 ormai x le persone chiedere favori è la cosa + normale ormai niente potrà farci tornare a quegli anni d'oro perché gli italiani come lei e me sono in pochi la saluto romanamente con la speranza di sbagliarmi e di poter vedere presto l' ITALIA ritornare dove dovrebbe essere tra le potenze mondiali e da esempio di civiltà e cultura

Odhinn ha detto...

Egregio Direttore,

Le scrivo dal Belgio, dove sono nato, figlio di emigrati italiani dei primi del dopo guerra. Le chiedo scusa in anticipo per tutti gli errori che potro' commettere : ho imparato a scrivere l'italiano da solo.

Mi sono spesso posto a me stesso questa domanda : per caso, non ci sarebbe un male italiano? Mi pare di avere letto che Mussolini diceva che gli Italiani erano troppo teneri. Forse aveva ragione. Ma a me sembra puittosto che l'Italiano sia troppo individualista, troppo preoccupato in primo luogo da se stesso, sempre cercando "a campare", anche a spese degli altri in caso estremo.

Non sono solo a pensarla cosi', questa e un opinione largamente sparsa in Nord Europa. Non significa che l'Italiano sia mal visto, certo no. Tutti qui vedeno le qualità, anzi il genio del popolo italiano. Ma tutto cio sembra viziato da questo "monstruoso" individualismo che potrebbe riassumersi' cosi' : ognuno per sè e Dio per tutti.

Questo attegiamento, mi pare, e causa di un sacco di mali che potrebbero essere evitati se il popolo italiano avesse un senso civico più sviluppato.

Non le sembra?

Flavio D'Agosto, Liegi (Belgio)

- Direttore Resp. Ilduce.net; ha detto...

Caro Flavio,

hai perfettamente ragione.
L'Italiano di oggi è un individualista che per il suo interesse arreca continuamente danno alla comunità.
Il clima di impunità generale ha ormai colpito praticamente tutti.
Tutti possono rubare, delinquere, fregare il prossimo, tanto non gli accadrà niente.

Ormai però il nostro paese è in crisi profonda e molto difficilmente ne uscirà.

Ciao e continua a seguirci!