venerdì 23 ottobre 2009

Facce come il culo. Un film di: Sandra&Clemente.


Apro questo scritto che sto buttando di getto chiedendomi: che senso ha il "politicamente corretto” in Italia? Che senso ha fare politica onestamente senza ricavarne niente se non pesci in faccia passando per fessi?
Forse niente, anzi sicuramente ma noi siamo fascisti (si SIAMO FASCISTI è bene lo si ripeta più e più volte per farlo comprendere a tutti in modo chiaro e senza equivoci lessicali) e l'onestà, la serietà, la coerenza delle nostre idee in cui crediamo viene prima di ogni cosa nella nostra vita: qualsiasi cosa!
Quindi ci pare ovvio che da tale comportamento "fascista" ( di onesti, coerenti e seri ci sono rimasti solo i fascisti in Italia e quindi "fascista" dovrebbe oggi essere sinonimo di questi tre aggettivi), si allontani una famiglia a caso (toh!) quelli della Mastella Corporation non è un mistero.
Il clientelismo, il credere che il "pubblico" sia cosa di proprietà esclusiva, il sostituirsi alle agenzie di lavoro interinale, etc. marito e moglie Mastella, insieme alla loro mandria di manutengoli, lo hanno dato per fatto certo in Campania e nelle amministrazioni in cui erano intrufolati grazie al loro Panzer Tiger UDEUR.
Certo, loro adesso rappresentano per il sistema un capro espiatorio in quanto non sono certo gli unici a praticare politica clientelare in Italia ma di certo dalle loro parti tale clientelismo ha raggiunto livelli ineguagliabili da alcuno! Questa “famigghia”, per dirla alla siciliana batte ogni record!
Questi due porci, e mi perdoni la razza animale se li accosto a loro, dovrebbero spiegare agli italiani e a quegli stronzi, e ci perdonino i nostri rifiuti corporei per l'offesa, che li votano sulla base di quale diritto divino loro possano scegliere di far lavorare o meno un giovane, di raccomandare, di obbligare chi ha studiato una vita e ha competenze indiscusse a leccare il loro sudicio deretano per avere un posto di lavoro onde evitare di trovarsi scavalcato da un ignorante in però mastelliana simpatia.
E noi dovremmo assistere inermi a queste porcherie? E leggere sui giornali di un povero Clementino rattristato e colpito da una magistratura cattiva che ha in mente il diabolico disegno di distruggere il mitico e grandioso UDEUR?
Come scrisse mesi fa l’autore del blog “clementepastella.blogspot.com”: <<La vergogna appartiene soltanto agli uomini>>. Costui è solo un parassita: questo lo aggiungo io.

domenica 18 ottobre 2009

Polemiche sulla Calabria abbandonata? Lo dice Venditti, lo conferma la nostra storia.

(Articolo del 7 Ottobre 2009)

Sono certo che i signori Direttori vorranno concedermi lo spazio per esprimere una voce fuori dal coro sul tema, a dir poco futile, che sta facendo parlare tutti i calabresi in questi ultimi due giorni.

Il richiamo alla faccenda che vede "imputato" il celebre Antonello Venditti è lapalissiano. Francamente rimango sconcertato per la “violenza verbale” con cui non si è certo mandato a dirle al cantautore, alla reazione veemente dei nostri uomini politici e della società civile calabrese che ha attaccato compatta come poche volte è riscontrabile per altri avvenimenti ben più importanti.

Cosa importa allora se abbiamo le scorie radioattive adagiate sui nostri fondali marini, gli stessi nei quali i nostri pescatori operano, cosa importa se a Crotone si muore di tumore a 10 anni perché la scuola è stata costruita su terreni dove si è interrato di tutto, cosa importa se la disoccupazione, se la ‘ndrangheta, se la SS106, se la A3 Salerno Reggio Calabria, se le ferrovie…

Quale sacrilegio ha mai compiuto quest’uomo nell’affrontare una sacrosanta verità in un concerto in cui arriva a pregare un “qualcuno che deve fare qualcosa per la Calabria!” Ma chi meglio dei calabresi arriva a travisare il significato di semplici parole accecato dal fatto che qualcuno dicendo la verità abbia ferito il proprio orgoglio?

E allora per cercare di accodarmi al violento coro unanime del “Venditti buffone” ho disperatamente tentato di trovare un settore della nostra vita pubblica, della nostra economia, della nostra società in cui la Calabria eccelle: peccato che tra le tante classifiche diramate dagli istituti di statistica la nostra regione abbia posti di rilievo in quella del ministero dell’Interno per via dell’elenco dei 50 latitanti più pericolosi o degli assassinati dalla malasanità.

Si fa finta di scoprire all'improvviso che i mari della Calabria sono inquinati ed utilizzati come discarica di scorie radioattive, si fanno facce sbigottite nell'apprendere che diverse parti del sottosuolo di Crotone sono contaminate, si è in una regione che non riesce ad aprire una discarica per far fronte all’emergenza rifiuti mentre dall’altro lato è al top delle truffe con la legge 488; guai però se a dire queste cose è qualcuno che non ha sulla carta d’identità come luogo di nascita uno dei tanti comuni calabresi!

In tutto questo marasma di problemi, che in altri luoghi del mondo avrebbero fatto scoppiare vere e proprie rivoluzioni armate, a Reggio per esempio non c’è di che meglio parlare da giorni e giorni ormai se non dell’argomento ormai estenuante (!!) riguardante il trasferimento per qualche mese dei Bronzi di Riace che ogni anno trovano, purtroppo solo nei giornali e non nelle sale del museo nazionale, l’interesse polemico di chi in quel momento, destra o sinistra che sia, sta all’opposizione.

E allora sono io a sorprendermi non del commento vendittiano ma della spropositata reazione calabrese per una questione cosi stupida e dello stesso immobilismo degli stessi protagonisti in questioni molto più serie in cui è in ballo la vita delle persone, tanto da arrivare a farmi pensare cose ben più gravi. Che ti frega se a Reggio muori perché hai un infarto e non c’è la cardiochirurgia? Venditti ci ha insultato!

E’ vero, lui ha proprio torto: la politica e la società calabrese non sono abbandonate: rappresentano il celeberrimo “nulla che si propaga”!

L’unico invito che posso rivolgere ai calabresi è che inizino ad informarsi di più, a non lasciare che gli altri decidano per essi, a leggere di più i quotidiani locali in modo da rendersi conto di quale classe politica scadente, sudicia, inconcludente ed incapace ne decide le sorti. Domani sarò inondato di critiche ma coloro che seguiranno il mio consiglio forse un minimo di ragione la daranno anche a me e Venditti non sarà più il mostro che è stato dipinto.

Questo è quanto chi cerca di fare politica seriamente vi doveva.


Giuseppe Minnella

Segretario Regionale

Destra Sociale -Fiamma Tricolore


Caso Venditti. La voce fuori dal coro di Minnella (Fiamma Tricolore)

Caso Venditti. La voce fuori dal coro di Minnella (Fiamma Tricolore)

Posted using ShareThis

mercoledì 14 ottobre 2009

MUSSOLINI SPIA? NO, GIORNALISTI IGNORANTI!

Avremmo voluto dedicare questo editoriale per trattare un argomento ben più serio quale il principio fondamentale dell'uguaglianza di tutti di fronte alla legge: principio questo deriso da sempre nelle aule di tribunale e che qualche giorno fa si è tentato di deridere anche nella forma.
Parliamo invece di un articolo apparso giorno 13 ottobre su "Calabria Ora" e che vi riproponiamo accanto: ebbene si Mussolini era una spia degli inglesi per la misera cifra di 100 sterline la settimana!
Pensavamo che gli articoli accanto rivelassero che gli asini volano, che Rocco Siffredi è gay e che Berlusconi non ha mai corrotto nessuno in vita sua: niente di tutto ciò!
Un interrogativo mi è balenato subito in testa: ma in Italia si dovrebbe manifestare per la libertà di stampa o per l'intelligenza di alcuni che ne compongono la categoria? Datevi da soli la risposta.

Fino a quanto si continuerà a gettar fango sulla memoria di una persona che nonostante tutto continua ad essere una delle più amate e rispettate di sempre nella storia d'Italia?
Non ci si vergogna di continuare a insultare un uomo che, passato a miglior vita da ormai 64 anni, non può più difendersi da simili infamanti accuse?
Mussolini spia degli inglesi è qualcosa che farebbe ridere anche i polli! Non solo, ma sarebbe bastato conoscere un pò la storia ed analizzare alcuni punti semplicissimi.
Punto numero 1: nel 1917 Benito Mussolini era un "quasi" un uomo qualsiasi, sconosciuto alla stragrande maggioranza degli Italiani dal peso politico irrilevante;
Punto numero 2: nello stesso anno il caporale Benito Mussolini, arruolato nelle fila dei bersaglieri, era di stanza sulle Alpi Carniche dove, nel febbraio del 1917, venne seriamente ferito e fu per diverso tempo in pericolo di morte. Solo diversi mesi dopo viene dimesso e rimandato a casa, a Milano.
Punto numero 3: quali informazioni Mussolini doveva e poteva dare all'Inghilterra, un alleato a quei tempi? Anche se Roma pullulava di spie inglesi (a che pro?) Mussolini abitava a Milano con la famiglia!

E' sicuramente possibile che il futuro Duce ottenesse qualche contributo per il giornale: tutti hanno convenienza a tenersi "amico" un quotidiano che avrebbe potuto benissimo criticare l'inconsistenza franco-inglese sul fronte occidentale ma da qui a definire Mussolini una spia è veramente ridicolo.
Le ultime righe dell'articolo non le voglio nemmeno commentare: sono ridicole quanto e più di colui che ha scritto una simile marea di fregnacce. Si vergogni pertanto.