domenica 18 ottobre 2009

Polemiche sulla Calabria abbandonata? Lo dice Venditti, lo conferma la nostra storia.

(Articolo del 7 Ottobre 2009)

Sono certo che i signori Direttori vorranno concedermi lo spazio per esprimere una voce fuori dal coro sul tema, a dir poco futile, che sta facendo parlare tutti i calabresi in questi ultimi due giorni.

Il richiamo alla faccenda che vede "imputato" il celebre Antonello Venditti è lapalissiano. Francamente rimango sconcertato per la “violenza verbale” con cui non si è certo mandato a dirle al cantautore, alla reazione veemente dei nostri uomini politici e della società civile calabrese che ha attaccato compatta come poche volte è riscontrabile per altri avvenimenti ben più importanti.

Cosa importa allora se abbiamo le scorie radioattive adagiate sui nostri fondali marini, gli stessi nei quali i nostri pescatori operano, cosa importa se a Crotone si muore di tumore a 10 anni perché la scuola è stata costruita su terreni dove si è interrato di tutto, cosa importa se la disoccupazione, se la ‘ndrangheta, se la SS106, se la A3 Salerno Reggio Calabria, se le ferrovie…

Quale sacrilegio ha mai compiuto quest’uomo nell’affrontare una sacrosanta verità in un concerto in cui arriva a pregare un “qualcuno che deve fare qualcosa per la Calabria!” Ma chi meglio dei calabresi arriva a travisare il significato di semplici parole accecato dal fatto che qualcuno dicendo la verità abbia ferito il proprio orgoglio?

E allora per cercare di accodarmi al violento coro unanime del “Venditti buffone” ho disperatamente tentato di trovare un settore della nostra vita pubblica, della nostra economia, della nostra società in cui la Calabria eccelle: peccato che tra le tante classifiche diramate dagli istituti di statistica la nostra regione abbia posti di rilievo in quella del ministero dell’Interno per via dell’elenco dei 50 latitanti più pericolosi o degli assassinati dalla malasanità.

Si fa finta di scoprire all'improvviso che i mari della Calabria sono inquinati ed utilizzati come discarica di scorie radioattive, si fanno facce sbigottite nell'apprendere che diverse parti del sottosuolo di Crotone sono contaminate, si è in una regione che non riesce ad aprire una discarica per far fronte all’emergenza rifiuti mentre dall’altro lato è al top delle truffe con la legge 488; guai però se a dire queste cose è qualcuno che non ha sulla carta d’identità come luogo di nascita uno dei tanti comuni calabresi!

In tutto questo marasma di problemi, che in altri luoghi del mondo avrebbero fatto scoppiare vere e proprie rivoluzioni armate, a Reggio per esempio non c’è di che meglio parlare da giorni e giorni ormai se non dell’argomento ormai estenuante (!!) riguardante il trasferimento per qualche mese dei Bronzi di Riace che ogni anno trovano, purtroppo solo nei giornali e non nelle sale del museo nazionale, l’interesse polemico di chi in quel momento, destra o sinistra che sia, sta all’opposizione.

E allora sono io a sorprendermi non del commento vendittiano ma della spropositata reazione calabrese per una questione cosi stupida e dello stesso immobilismo degli stessi protagonisti in questioni molto più serie in cui è in ballo la vita delle persone, tanto da arrivare a farmi pensare cose ben più gravi. Che ti frega se a Reggio muori perché hai un infarto e non c’è la cardiochirurgia? Venditti ci ha insultato!

E’ vero, lui ha proprio torto: la politica e la società calabrese non sono abbandonate: rappresentano il celeberrimo “nulla che si propaga”!

L’unico invito che posso rivolgere ai calabresi è che inizino ad informarsi di più, a non lasciare che gli altri decidano per essi, a leggere di più i quotidiani locali in modo da rendersi conto di quale classe politica scadente, sudicia, inconcludente ed incapace ne decide le sorti. Domani sarò inondato di critiche ma coloro che seguiranno il mio consiglio forse un minimo di ragione la daranno anche a me e Venditti non sarà più il mostro che è stato dipinto.

Questo è quanto chi cerca di fare politica seriamente vi doveva.


Giuseppe Minnella

Segretario Regionale

Destra Sociale -Fiamma Tricolore


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