mercoledì 29 settembre 2010

Da "Traditore" a "Ladro" il passo è breve...

Dal Corriere della Sera del 15 Febbraio 2010: "Oggi chi ruba non lo fa per il partito ma perchè è un ladro!" Una citazione, probabilmente autobiografica a questo punto, di chi? Ovvio del rinnegatore per antonomasia ovvero Presidente della Camera, Gianfranco Fini. Si proprio lui il fascista.....ehm no scusate, il nazionalista...ehm no nemmeno, il democristiano Gianfry!
Un uomo che non ha il minimo senso del pudore. Critichiamo la scelta di abbandonare Berlusconi? Assolutamente no! Ne critichiamo forse il modo ed i tempi ma soprattutto il motivo. Si cari lettori perchè badate bene: Fini non abbandona il suo Silvio in quanto in disaccordo con la sua politica, (non si sarebbe dovuto alleare nemmeno nel 1994 allora); non litiga con il resto del PDL in quanto inorridito dagli scandali, dalla presunta (un'idiozia!) P3 o per il monarca Berlusconi. Fini lascia il PDL in quanto ha capito di essere all'interno un semplice signor nessuno il quale ha affondato la propria nava (Alleanza nazionale) per l'unico fine di diventare il successore del "Re Silvio Sole". Quando ha inteso che ciò non avverrà mai ha iniziato la sua personale, alla faccia degli italiani, battaglia! Insomma il solito, spietato, opportunista e traditore.
Ma chi di tradimento ferisce di tradimento perisce: a questo deve aver pensato anche lui quando i suoi più fidati lacchè dal 1995 ad oggi (da Alemanno a Gasparri, da La Russa passando per la Meloni e aggiungiamoci la Prestigiacomo) hanno fatto la scelta, in base all'educazione politica ricevuta dall'opportunista per antonomasia, di rimanere con il sovrano Silvio. Gente mediocre, inutile, viscida che sognerebbe i posti di sindaco o di ministro che si ritrovano se non fosse stato per il loro padre politico Gianfry. Ma tant'è...
E allora in questo nuovo carrozzone politico, carrozzella diremmo meglio, di Futuro e Libertà chi accorre? Coloro che a costo di fare i Parlamentari venderebbero tutto, non dico la dignità perchè non l'hanno mai avuta se non agli stati primordiali della loro vita, i mediocri, gli invisibili che cercano di diventare noti al pubblico, i dilettanti della politica, quelli che credono che con Fini si possa esprimere liberamente il proprio pensiero (molti infatti non provengono da An e non sanno i mezzi usati da Fini ovvero lo "Zitto e muto!"). In poche parole: i TROMBATI. Gente che su Fini ne ha dette negli anni di tutti i colori come l'On. Angela Napoli salvo tornare alla corte di Gianfry per riottenere una candidatura diventata impossibile tra le fila del PDL. Si proprio lei, quella che ha accusato le parlamentari del PDL di essersi prostituite per essere messe in lista. Suvvia onorevole mi verrebbe da citare il famoso "Così fan tutte". E scagli la prima pietra chi non ha peccato.Beh con la menzogna e la mancanza di senso del pudore oggi imperante verrei ricoperto da sassate da tutte le peggiori prostitute del paese!
Il mio invito ed accorato appello va ai giovani che seguiranno tale gente: attenti a non farvi prendere nuovamente in giro! Questa è gente che appena raggiunto il proprio scopo non vi degnerà più di uno sguardo; servite loro in questo momento per apparire numerosi nella loro incredibile solitudine! Non ne avete ancora abbastanza di gente simile? Spendete meglio con scelte ponderate le vostre energie. Basta con gli opportunisti della politica.
A tale gentaglia il mio ultimo invito: Lor signori ritiratevi tutti quanti nella casetta del nostro Gianfry a Montecarlo in quanto dalla politica italiana in questi anni ho imparato bene che "Da traditore a ladro il passo è breve".

mercoledì 28 aprile 2010

Per sempre nei nostri cuori...


Benito Mussolini - 29 Luglio 1883 - 28 Aprile 1945.
"Un uomo non muore finchè il suo ricordo è vivo nel cuore di altri uomini"
Tu vivrai per sempre nei nostri cuori.

domenica 25 aprile 2010

Riflessioni controcorrente sulla festa del 25 Aprile

Francamente non ho mai capito cosa ci sia da festeggiare il 25 Aprile: a scuola era una ricorrenza che tutti aspettavamo in quanto rappresentava un giorno di vacanza ma nulla di più. Mai fatto nulla per ricordare una festa derivante da una guerra dalla quale uscivamo sconfitti e umiliati da una parte e traditori dall'altra! Era comunque un giorno di festa e i nostri interrogativi di bambini nascevano e morivano lì quasi subito.
In Italia nessuno sente propria questa festa tranne quella parte di mondo politico e istituzionale che da 65 anni specula sulle morti di tanti giovani, padri di famiglia, civili e che su questi morti ha costruito ponti di carta, ne ha umiliato il ricordo, da una parte e dell'altra, e ancora oggi organizza manifestazioni piene zeppe di inutile retorica e prive di qualsivoglia contenuto utile alla riflessione.
Il termine "Liberazione" e la data del 25 Aprile hanno ben poco in comune: rappresenta semmai la data in cui l'Italia ha cessato di essere uno Stato sovrano e indipendente (Oltre 100 le basi Usa ancora in Italia). Si può infatti definire "libero" un paese che liberato dai tedeschi viene occupato da americani, inglesi, francesi, australiani, neozelandesi, indiani financhè marocchini?
Ad una occupazione ne è seguita un'altra: e se le cose fossero andate diversamente, ovvero i tedeschi avessero miracolosamente rigettato a mare fino all'ultimo soldato alleato oggi festeggeremmo un'altra liberazione ma di segno opposto? Il nostro giudizio muterebbe ben poco.
Il nostro è un Paese molto strano in cui gli oltre 20 milioni di tesserati al partito fascista, costretti o meno, scompaiono tanto velocemente quanto il centinaio di migliaia di partigiani diviene dieci volte tanto dal 25 al 30 Aprile 1945.
La realtà cari lettori è che questo Paese ha terminato di essere libero il 25 Luglio 1943 abdicando in toto e cedendo la propria sovranità l'8 Settembre dello stesso anno. La Repubblica Sociale al centro-nord, lo Stato savoiardo al centro-sud, la Repubblica Italiana nel 1948 (con i brogli che interessarono il referendum Monarchia-Repubblica) rappresentano quanto scaturito dalla volontà dei Paesi occupanti. E anche quando si è tentato di divenire indipendenti in settori strategici, l'energia per esempio con Enrico Mattei, ci è stato impedito. Di tale disastro politico più che militare, l'Italia non si è mai più ripresa: la Germania e il Giappone hanno perso la guerra con gli Anglo-Americani e i Russi; l'Italia l'ha persa con tutti e con essa anche l'onore.
Questo non vuole essere un articolo politico; in Italia abbiamo già tanti politici che si occupano di storia; il sottoscritto ha invece fatto il percorso inverso e pertanto ha forse, presuntuosamente, più diritto di tanti altri colleghi a discernere con competenza l'argomento.

Reggio Calabria, 24 Aprile 2010

Giuseppe MINNELLA
Coordinatore Regionale
Movimento Sociale Fiamma Tricolore

mercoledì 21 aprile 2010

Dopo Elezioni: In un mondo che non ci vuole più...

In un mondo che non ci vuole più, come cantava Battisti, assistiamo oggi allo spegnersi della nostra Idea, delle nostre speranze, della nostra Fiamma.
Il risultato elettorale è più spietato che mai mostrando in tutto e per tutto la scomparsa di un'area politica e storica soprattutto che non trova più spazio per sè e per i propri valori in un mondo che oggi disconosce questi ultimi.
Il popolo di scrittori, poeti, artisti, scultori, eroi e martiri si è oggi piegato all'ignoranza, al materialismo, rinunciando di giorno in giorno, un pò per volta a difendere quell'Uomo che tanto diede a questo paese e al suo popolo. Le nostre schiere un tempo folte e numerose sono pian piano diminuite nel numero a fronte di un nemico sempre più forte di mezzi e di numero a tal punto che la battaglia, già ieri impari e oggi impossibile, vede le ultime diserzioni di una guerra in cui non si può ricevere nè l'onore delle armi nè quello della morte.
Un popolo italiano sempre più rincitrullito ed egoista, ignorante e senza futuro che impiega i propri fine settimana in riunioni e cortei circensi in quel di Roma ad urlare odio e insulti contro un avversario politico che non è altro che l'altra faccia della stessa medaglia. Un popolo svogliato e disinteressato che si desta solo al tintinnio della moneta in quanto schiavo del potere degli altri.
In questo contesto di potenti e deboli, di ricchi e poveri, che il Fascismo ha sempre combattuto in quanto innaturale, ci siamo trovati inesorabilmente travolti e traditi dai nostri stessi camerati che hanno ceduto alla tentazione di una vita politica migliore, da servi e vassalli, ma migliore.
La Fiamma che tutti dichiarano di avere nel cuore ma che in realtà hanno solo nel portafogli, sta inesorabilmente morendo sotto i colpi di nemici troppo forti. Nessuno conosce più il sacrificio e la vita comoda ha prevalso sulle nostre idee.

Noi i primi responsabili di ciò dobbiamo prendere atto di aver fallito.
Caro Duce, è ahimè più chiaro che mai che noi non siamo più in grado di difenderti, di difendere le tue idee. Le abbiamo vendute al peggior offerente, indegni di te e del tuo ricordo.
Noi oggi non siamo nè uomini, nè caporali.
Perchè Duce oggi è ancor più buio ma forse il giorno non verrà mai...

mercoledì 10 marzo 2010

ITALYA: a Catastrofe "donata" non si guarda in bocca!

(Editoriale Ilduce.net)

Cari amici, dopo diversi mesi di assenza, di problemi vari, di impegni politici torna, finalmente, l'aggiornamento de Ilduce.net

Qualcuno forse pensava che avessimo già mollato ma giunti a pochi giorni dal 9° anniversario dalla nascita di questo portale (29 marzo) sulla storia del Duce e del Fascismo, ritorniamo invece in carreggiata più entusiasti che mai e con quella "fame" di storia che da sempre ci contraddistingue.

Mentre vi scrivo ci troviamo alla vigilia delle elezioni regionali nell'Italia del caos e dell'illegalità diffusa. Un'Italia sfortunatamente antifascista, in quanto nell'Italia del "ventennio" certe cose non sarebbero mai potute accadere, circondata da inchieste su appalti e scandali della Protezione Civile, corsi e ricorsi per liste e firme false per le elezioni, decreti e veri e propri tentativi di golpe al buonsenso, all'onestà, alla "democrazia" (se con tale termine possiamo definire l'attuale metodo di gestione del potere in Italia).

Non scrivo per descrivere il mio disgusto riguardo al Partito Dei Lacchè, libertà è un termine che nella politica italiana davvero non può essere usato dai soldatini di Montecitorio e Palazzo Madama, ma per descrivere oggi la mia vergogna di essere, non un italiano in senso stretto, ma un italiano degli anni 2000!
Un paese in cui le catastrofi sono da molti desiderate, invocate, attese impazientemente per riempire le proprie tasche di denaro sporco del sangue di uomini, donne e bambini!
E allora a quei giornalisti come Rizzo e Stella che si permettono di fare tanto i saputelli scoperchiando la pentola degli scandali e degli sprechi moderni noi chiediamo.... perchè i confronti nei vostri libri inchiesta non li fate con il regime fascista?
Parlando di catastrofi, della buffonata mediatica che da mesi ormai coinvolge L'Aquila e dintorni, vogliamo portare a conoscenza dei nostri lettori gli eventi riguardanti il sisma che avvenne in Irpinia la notte del 23 luglio 1930 che rase al suolo interi paesi (pot. 6,5 gradi scala Richter).
Lo stesso è da non confondersi con il terremoto (pot. 6° grado scala Richter) che investì la stessa zona 50 anni dopo nel 1980 e del quale ancora esistono le baracche con relativi abitanti.
Diciamo agli italiani, cari Rizzo, Stella, governanti vari e marionette della Tv che in quel caso a Mussolini e al suo ministro dei lavori pubblici Araldo di Crollalanza bastarono pochi mesi per rimettere su interi paesi e con un ordine, stile, architettura del tutto diverso dalle bidonville e dalle case giocattolo che si stanno costruendo in Abruzzo. Pochissimi mesi e soprattutto ottanta lontanissimi anni fa quando non c'erano sicuramente gli strumenti tecnologici attuali.
Fu così che prima della fine dell'anno con oltre 5 mila abitazioni riparate e 4 mila interamente di nuova costruzione tutti i cittadini italiani poterono tornare nella loro abitazioni.
La stessa zona venne colpita cinquanta anni dopo da un altro tremendo sisma: non una delle palazzine fasciste venne giù ma la cosa più buffa, ripensando all'Italia attuale, fu che l'allora ministro dei lavori pubblici riconsegnò a Mussolini 500 mila lire per così dire... avanzate.
Ebbe quindi a dire Mussolini al suo ministro: "Eccellenza Di Crollalanza, lo Stato italiano La ringrazia non per aver ricostruito in pochi mesi perché era Suo preciso dovere, ma la ringrazia per aver fatto risparmiare all’erario 500 mila lire".
Pensa a questo italiano di oggi, arrossisci, vergognati.
Loro continueranno a mangiare sulle tua morte e quella dei tuoi cari.

sabato 23 gennaio 2010

Crisi economica, Udc e Craxi – Il disagio della Fiamma Tricolore

Reggio Calabria - La politica dovrebbe essere cosa seria in quanto grazie ad essa un paese dovrebbe riuscire a far convergere la propria élite e trovare le soluzioni ai problemi sociali degli appartenenti alla comunità nel suo insieme. Le vie per realizzare tali soluzioni sono però diverse e da qui nasce il confronto sulle ideologie e sui diversi strumenti da utilizzare per arrivare al fine ultimo ovvero il benessere della collettività.
Facendo tali considerazioni non può quindi non emergere il disagio a cui oggi andiamo incontro e l’incapacità di comunicazione alle masse che il nostro partito soffre da sempre.
L’utilizzo del condizionale in apertura non vuole mettere in dubbio ciò che noi pensiamo della politica, ci mancherebbe, ma è necessario per descrivere ciò che la politica oggi dovrebbe essere e invece in Italia non è!
Abbiamo tutti sotto gli occhi un paese in difficoltà dall’economia strisciante, veniamo da un 2009 che ha visto lo scoppio di una grave crisi economica che ha fiaccato famiglie e imprese, il crollo del Pil, record di disoccupati e come al solito il gioco delle canaglie come la Fiat che grazie agli incentivi statali, ovvero i nostri soldi, ha addirittura aumentato i propri profitti ed il numero di veicoli venduti ponendo oggi in essere il ricatto di Termini Imerese.
Se agli slogan governativi simili a quelli di una famosa catena di prodotti tecnologici (“L’ottimismo è il sale della vita”) si sostituissero quelli più equilibrati di un qualsiasi economista di strada, anche il più scadente, capiremmo che proprio l’anno appena iniziato sarà quello più duro in quanto se nel 2009 per far fronte alla crisi sono state utilizzate risorse accumulate negli anni precedenti, per il 2010 famiglie e imprese si ritrovano senza tale tipo di ammortizzatore in quanto già esaurito!
Non a caso infatti al 31 dicembre sono state centinaia di migliaia i contratti Co.co.co non rinnovati e il dato dei disoccupati è destinato inesorabilmente a lievitare ancora!