mercoledì 21 aprile 2010

Dopo Elezioni: In un mondo che non ci vuole più...

In un mondo che non ci vuole più, come cantava Battisti, assistiamo oggi allo spegnersi della nostra Idea, delle nostre speranze, della nostra Fiamma.
Il risultato elettorale è più spietato che mai mostrando in tutto e per tutto la scomparsa di un'area politica e storica soprattutto che non trova più spazio per sè e per i propri valori in un mondo che oggi disconosce questi ultimi.
Il popolo di scrittori, poeti, artisti, scultori, eroi e martiri si è oggi piegato all'ignoranza, al materialismo, rinunciando di giorno in giorno, un pò per volta a difendere quell'Uomo che tanto diede a questo paese e al suo popolo. Le nostre schiere un tempo folte e numerose sono pian piano diminuite nel numero a fronte di un nemico sempre più forte di mezzi e di numero a tal punto che la battaglia, già ieri impari e oggi impossibile, vede le ultime diserzioni di una guerra in cui non si può ricevere nè l'onore delle armi nè quello della morte.
Un popolo italiano sempre più rincitrullito ed egoista, ignorante e senza futuro che impiega i propri fine settimana in riunioni e cortei circensi in quel di Roma ad urlare odio e insulti contro un avversario politico che non è altro che l'altra faccia della stessa medaglia. Un popolo svogliato e disinteressato che si desta solo al tintinnio della moneta in quanto schiavo del potere degli altri.
In questo contesto di potenti e deboli, di ricchi e poveri, che il Fascismo ha sempre combattuto in quanto innaturale, ci siamo trovati inesorabilmente travolti e traditi dai nostri stessi camerati che hanno ceduto alla tentazione di una vita politica migliore, da servi e vassalli, ma migliore.
La Fiamma che tutti dichiarano di avere nel cuore ma che in realtà hanno solo nel portafogli, sta inesorabilmente morendo sotto i colpi di nemici troppo forti. Nessuno conosce più il sacrificio e la vita comoda ha prevalso sulle nostre idee.

Noi i primi responsabili di ciò dobbiamo prendere atto di aver fallito.
Caro Duce, è ahimè più chiaro che mai che noi non siamo più in grado di difenderti, di difendere le tue idee. Le abbiamo vendute al peggior offerente, indegni di te e del tuo ricordo.
Noi oggi non siamo nè uomini, nè caporali.
Perchè Duce oggi è ancor più buio ma forse il giorno non verrà mai...

5 commenti:

mike.mikebridge.bridge07 ha detto...

Caro Direttore,

l'editoriale di questo aprile 2010 mi sembra troppo amaro nei toni e troppo ingiustamente auto-colpevolizzante nelle convinzioni e nei sentimenti espressi.

Forse è purtroppo vero che una figura eccezionale di statista, quale fu Benito Mussolini, non avrà a ripetersi e in ogni caso non certo a breve. Altrettanto vero che una eccezionale temperie storico-politica, quale fu il Ventennio fascista, così luminosa e foriera di promesse non si replicherà. Anche se nessuno può prevedere che cosa potrà profilarsi all'orizzonte, di fortemente analogo magari, se si tiene conto dei tempi lunghi della storia.

Forse sbaglio, ma è mia opinione che il fenomeno fascista, l'era fascista, il personaggio carismatico del Duce furono una combinazione di elementi sorprendentemente inedita, eccezionale, singolarissima nei secoli d'Italia, soprattutto dal Rinascimento in poi. Furono un'insperata sorpresa, un accidente fortunato e - appunto pressoché irripetibile - nelle vicende di un Paese e di un popolo; un popolo per giunta, del quale fatico molto a pensar bene e ad avere una grande opinione.

Ma da qui a colpevolizzare e a colpevolizzarsi, a invitare al mea culpa quei pochi, necessariamente sempre meno nel tempo (non fosse altro che per ragioni anagrafiche) che hanno sorretto la fiamma, in uno sforzo commovente di inaudita fedeltà, ne corre. Le occasioni eccezionali e quasi fortuite della storia non si inventano, non si replicano a comando, non si evocano magicamente. Fu altre sì una stagione particolare dell'Europa, neppure del nostro Paese soltanto.

Nel breve arco della vita umana davvero probabilmente i fedeli all'Idea non vedranno sorgere una nuova alba. Con virile rassegnazione, coltiviamo la memoria e il ricordo; e uno sforzo costante di originalità di pensiero.

Michele Br.

MED1144 ha detto...

Se da una parte si é costretti a subire un declino fisiologicamente naturale bisogna anche reagire con forza e portare la conoscenza a chi ancora non la ha. Ogni cosa va rapportata giustamente al proprio tempo ma questo non significa a priori rinunciare a tutto. Il ventennio ha rappresentato nel bene e nel male una parte concreta della Storia di questo Paese e come tale va costantemente rinfrescata nella memoria di tutti e ricordata come parte integrante della nostra cultura.Una ideologia seria la si porta nel cuore oltre che nella mente e non é da tutti farne pubblica confessione in particolare oggi. I più, bisogna riconoscere la conoscono solo quando essa porta sostanziali vantaggi siano essi economici che di facciata e quando questi cessano di esistere, sembra proprio non tradiscano mai la loro indole di "traditori conclamati" pronti a cambiare bandiera appena cambia il vento. Se vi sentite tra questi allora non vi é posto ne tra di noi camerati, ne tra le persone oneste, giacche chi ha di questi comportamenti puo sicuramente recare vantaggio solo a se stesso e danno a chi gli vive accanto e noi...ne sappiamo qualcosa!

Marco53 ha detto...

una risposta piu completa la potete trovare sul nostro sito : www.newfiammatrentino.info cliccando nel menu sulla voce Punto stampa e successivo link.-

- Direttore Resp. Ilduce.net; ha detto...

Tra poco verrà pubblicato l'aggiornamento de Ilduce.net dove ho risposto a diversi lettori. Basta andare alla sezione "Lettere al Direttore.

Saluti Camerati

Anonimo ha detto...

Penso che questo sito sia il piu' esatto disponibile su Mussolini. E' vero, abbiamo perso,e non ci sara' mai piu' un'epoca gloriosa e brillante di speranze. valori e buoni propositi vome fu' il ventennio per l'italia. La generazione McDonald ha vinto, pena per le gnenerazioni future.