domenica 25 aprile 2010

Riflessioni controcorrente sulla festa del 25 Aprile

Francamente non ho mai capito cosa ci sia da festeggiare il 25 Aprile: a scuola era una ricorrenza che tutti aspettavamo in quanto rappresentava un giorno di vacanza ma nulla di più. Mai fatto nulla per ricordare una festa derivante da una guerra dalla quale uscivamo sconfitti e umiliati da una parte e traditori dall'altra! Era comunque un giorno di festa e i nostri interrogativi di bambini nascevano e morivano lì quasi subito.
In Italia nessuno sente propria questa festa tranne quella parte di mondo politico e istituzionale che da 65 anni specula sulle morti di tanti giovani, padri di famiglia, civili e che su questi morti ha costruito ponti di carta, ne ha umiliato il ricordo, da una parte e dell'altra, e ancora oggi organizza manifestazioni piene zeppe di inutile retorica e prive di qualsivoglia contenuto utile alla riflessione.
Il termine "Liberazione" e la data del 25 Aprile hanno ben poco in comune: rappresenta semmai la data in cui l'Italia ha cessato di essere uno Stato sovrano e indipendente (Oltre 100 le basi Usa ancora in Italia). Si può infatti definire "libero" un paese che liberato dai tedeschi viene occupato da americani, inglesi, francesi, australiani, neozelandesi, indiani financhè marocchini?
Ad una occupazione ne è seguita un'altra: e se le cose fossero andate diversamente, ovvero i tedeschi avessero miracolosamente rigettato a mare fino all'ultimo soldato alleato oggi festeggeremmo un'altra liberazione ma di segno opposto? Il nostro giudizio muterebbe ben poco.
Il nostro è un Paese molto strano in cui gli oltre 20 milioni di tesserati al partito fascista, costretti o meno, scompaiono tanto velocemente quanto il centinaio di migliaia di partigiani diviene dieci volte tanto dal 25 al 30 Aprile 1945.
La realtà cari lettori è che questo Paese ha terminato di essere libero il 25 Luglio 1943 abdicando in toto e cedendo la propria sovranità l'8 Settembre dello stesso anno. La Repubblica Sociale al centro-nord, lo Stato savoiardo al centro-sud, la Repubblica Italiana nel 1948 (con i brogli che interessarono il referendum Monarchia-Repubblica) rappresentano quanto scaturito dalla volontà dei Paesi occupanti. E anche quando si è tentato di divenire indipendenti in settori strategici, l'energia per esempio con Enrico Mattei, ci è stato impedito. Di tale disastro politico più che militare, l'Italia non si è mai più ripresa: la Germania e il Giappone hanno perso la guerra con gli Anglo-Americani e i Russi; l'Italia l'ha persa con tutti e con essa anche l'onore.
Questo non vuole essere un articolo politico; in Italia abbiamo già tanti politici che si occupano di storia; il sottoscritto ha invece fatto il percorso inverso e pertanto ha forse, presuntuosamente, più diritto di tanti altri colleghi a discernere con competenza l'argomento.

Reggio Calabria, 24 Aprile 2010

Giuseppe MINNELLA
Coordinatore Regionale
Movimento Sociale Fiamma Tricolore

1 commento:

achatudo ha detto...

ciao io volevo sapere ,si esistono ancora altre persona vive de quela querra mindial de 1943 e 1945 perche dove io lavoro ,lui forse cia il ultimo vivente di quelo tempo ,lui si chiama monaco vito poi adetto lui che stado prisioniero per 3 anni a tunisia ,allora io volevo escobrire se esistono qualcuno ancora vivo ,grazie...mio email ..jeanclouvandame@hotmail.com.mi chiamo reinaldo .arrivederci