domenica 18 dicembre 2011

Attaccare i fascisti con il pretesto del razzismo: siamo al ridicolo!

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E' partita la caccia al fascista! E' partito l'assalto a Casapound e ai movimenti di destra in genere non rappresentati dai ladri in Parlamento.
E quale miglior pretesto se non il pazzo della strage di Firenze per una sinistra parassita che scomparsa dal Parlamento fatica ad essere e diventare attuale per conservare il suo residuale elettorato? 
Alle ultime elezioni è stato lampante come sia stata addirittura la Lega nord a prendere i voti degli operai delle fabbriche e non quei partiti che da decenni si riempiono la bocca di "difesa dei lavoratori" quando invece ciò che hanno sempre difeso sono solo e soltanto le proprie tasche, i propri centri sociali pieni di droga, i propri delinquenti ed assassini di tanti giovani di destra. Questo hanno fatto queste canaglie che oggi cercano di accusarci di fatti assurdi, che cercano di cucire attorno a noi l'etichetta di un razzismo che non sta nè in cielo nè in terra.

La nostra politica è chiara: noi siamo per la legalità e la giustizia e se uno delinque sia italiano o straniero va punito! Che poi il 70% dei detenuti in Italia siano non italiani è purtroppo un dato di fatto! L'immigrazione clandestina è un reato e come tale deve essere trattato.  Certo noi non spareremo a nessuno come ha fatto la Spagna, non metteremo guardie armate fino ai denti come gli USA. A differenza di questi ultimi l'Italia è un paese civile e tale deve rimanere.

Ciò che i media dovrebbero capire (ma secondo noi loro lo sanno bene ma compiono il lavoro per il quale sono pagati: mentire), ciò che chi si dice di sinistra dovrebbe capire è che noi siamo i primi a difendere gli immigrati ma quelli ONESTI! In Italia si è creata una chiara distorsione del mercato del lavoro che sta portando a una guerra tra poveri! Allora noi ESIGIAMO che l'immigrato in fabbrica abbia lo stesso stipendio dell'italiano e non viceversa! Perchè è facile essere antirazzisti e poi pagare i propri dipendenti 500 euro al mese ed in nero! E' facile essere antifascisti e mandare gli extracomunitari a raccogliere pomodori a 20 euro al giorno per 12 ore! 
Eh no signori miei! Ne abbiamo sentite tante in 60 anni ma razzismo no! Adesso stiamo davvero travalicando ogni limite alla nostra pazienza!
Pagate gli extracomunitari 1500 euro al mese come si fa ad un italiano altrimenti l'integrazione di cui parlate non ci sarà mai! 
Siete proprio voi a togliere a queste persone la dignità di essere umano!

La verità è che la sinistra vuole mantenere questo stato di cose in modo da avere sempre un nemico, in modo da apparire come gli amici dei più deboli quando invece rappresentano i principali affamatori di questi poveri cristi!
Perchè non credo che i due senegalesi ammazzati a Firenze sarebbero stati felici di venire in Italia se al proprio paese non si morisse di fame!

E allora aiutiamo questa gente aiutando i loro paesi! Aiutiamoli senza vendergli le armi! Aiutiamoli mandando a loro tutte le milioni di tonnellate di cibi che in Italia dobbiamo buttare perchè non riusciamo a consumare!

Perchè a ognuno piace stare a casa propria. A ognuno piace la propria casa e terra nativa.
La società multiculturale e multirazziale è perdente in partenza! E' un fallimento!

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lunedì 12 dicembre 2011

Dopo 70 anni un applauso a Benito Mussolini.

Lo ha avuto: durato appena pochi secondi con alcune facce che in sala storcevano il viso, ma lo ha avuto!
A Gioia Tauro è sabato 10 dicembre e presso la sala del Consiglio Comunale è in corso il convegno
sugli uomini, la storia e la cultura della cittadina della piana omonima famosa un tempo per il suo olio e i suoi agrumi, oggi per il porto e spesso la criminalità organizzata.

Ad organizzare il convegno è stata la locale sezione della Fiamma Tricolore ma ciò non tragga in inganno: non è stato l'immaginabile raduno di nostalgici e fascisti di un partito ormai pressochè scomparso dalle assemblee elettive nazionali ed europee.
No, a Gioia Tauro sabato c'erano i bambini delle scuole con i loro insegnanti e genitori, c'era la società civile, c'erano professionisti ed esponenti di altri partiti. Ecco la valenza di quell'applauso.

Ad un certo punto uno dei relatori presenti al convegno cita le figure storiche di Gioia Tauro e nel farlo ricorda, "in onore alla Fiamma Tricolore", proprio lui: il Duce cittadino onorario di Gioia fin dal 1924.

Ed è stato lì in quel momento che un impeto ha travolto tanti dei presenti con un applauso partecipato anche da alcuni dei bambini seduti in platea tra l'imbarazzo delle insegnanti.

Oh signori che goduria è stato quel momento!
Solo chi fa politica con passione come noi, solo chi studia la storia con l'impegno che da anni spendiamo nella ricerca della verità può comprendere la gioia di quel rumore di mani.
E capisci che non stai sbagliando, hai la conferma di ciò che hai sempre saputo e mentre in tanti applaudono al fu Duce d'Italia saresti pronto a barattare altri 100 di questi applausi per 100 posti in Parlamento.
Sono cose che chi non prova ciò che noi proviamo non può capire.
Una soddisfazione che non può essere ripagata da alcun risultato elettorale, da nulla che ripagherebbe qualsiasi altro militante di qualsiasi altro partito.
Non noi!


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giovedì 8 dicembre 2011

Gioia Tauro 10 Dicembre - Uomini, Storia e Cultura

Cari Camerati,

Si svolgerà sabato 10 dicembre alle ore 18.00 presso la sala del Consiglio Comunale di Gioia Tauro il convegno "GIOIA TAURO: UOMINI, STORIA E CULTURA" organizzato dalla neonata sezione locale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore "Francesco Starace Tripodi". Scopo del convegno è quello di sensibilizzare la popolazione e riscoprire la storia, gli uomini, la cultura della città della Piana da tempo ormai conosciuta solo per il porto che ospita e non per le ricchezze che da secoli offre alla sua comunità. Per l'occasione verrà inaugurata la sezione di Gioia Tauro della Fiamma.

Al convegno parteciperanno diversi relatori, professionisti originari di Gioia Tauro. Nel manifesto allegato il programma dettagliato della manifestazione. Potrete scaricare la locandina dell'evento cliccando qui. Vi aspettiamo numerosi!

lunedì 5 dicembre 2011

Distruggere l'Italia di Mussolini: missione compiuta!

Distrutta l'Italia di Mussolini: finalmente ce l'hanno fatta! Complimenti non c'è che dire!
Monti oggi ha detto: "stiamo mettendo a rischio 60 anni di benessere". Ha errato solo in un termine: non stanno mettendo a rischio il benessere degli italiani: lo hanno proprio cancellato!

In questi 60 anni il paese è rimasto ai vertici del mondo grazie all'innovazione, alle riforme, alle infrastrutture, ai progetti messi in piedi in appena venti anni dal Fascismo. Sterminato è l'elenco delle grandi imprese italiane nate proprio a cavallo tra gli anni venti e trenta: tutte le più grandi aziende italiane sono nate a quei tempi, sono cresciute e si sono sviluppate nonostante l'assenza di Confindustria o sindacati: due veri tumori per l'economia attuale!

E' proprio durante il Fascismo che la classe media iniziava a conoscere il benessere: dalle vacanze, alle gite fuori porta, ai fine settimana alle terme o a sciare: il regime favoriva ciò con delle agevolazioni sui viaggi o sugli alberghi in modo da rendere a tutti accessibile qualcosa fino a lì nemmeno sognato. Venivano cancellate le divisioni sociali!

Arrivarono sempre a quei tempi le 8 ore di lavoro, le ferie pagate, la liquidazione (poi TFR), le pensioni di vecchiaia. La sanità con gli ospedali che sorgevano ovunque, diventava gratuita per tutti. Il lavoratore italiano veniva guardato con estrema invidia dall'estero.
E le innovazioni? I primi al mondo in tantissimi campi. La prima autostrada al mondo: la Torino-Milano. Nonostante ciò il deficit non esisteva: si aprivano scuole, ospedali, si costruivano incredibili opere di ingegneria tutto senza debito e in tempi record!

Poi venne la guerra e affiorò una nuova classe dirigente che era si diventata anti-fascista nel frattempo (da De Gasperi in poi..) ma che era cresciuta con i valori del Fascismo e con il metodo di fare integerrimo di quest'ultimo.
La stessa iniziò pian piano a sporcarsi le mani della propria cupidigia ma erano ancora troppo recenti le grandi innovazioni portate in Italia dal Fascismo.

E oggi? I lavoratori onesti sono massacrati ogni giorno di più. Le piccole imprese chiudono in quanto strangolate dai debiti o da quelle più grandi che per offrir loro commesse gli ordinano di migrare all'estero la loro produzione. I colossi invece abbandonano l'Italia per portarvici solo il prodotto finito alla ricerca di utili sempre più spropositati mentre il paese e gli italiani affondano nella disoccupazione.
Scopriamo poi che secondo costoro l'Italiano non vorrebbe più lavorare in fabbrica: e certo gli diciamo noi quando a Treviso gli offri 7-800 euro come ad un extracomunitario!!!

Ma tanto a difendere quei lavoratori non c'è più nessuno. Ed ecco che nell'Italia di oggi chiudono gli ospedali, la sanità torna ad essere a pagamento, le scuole chiudono, le strade ed i paesi franano e sotto di essi crolla pure l'Italia strangolata dal deficit.
Ma deficit di cosa? Com'è possibile che un'Italia povera costruiva e non ne aveva ed una oggi ricca sia sommersa tra i debiti?
La risposta è lì facile: mazzette, corruzione, ruberie continue che non danno pace alle finanze dello Stato.

Ed ecco la ricetta del governo delle banche: aumentare le tasse, cancellare di fatto le pensioni, umiliare sempre più l'onesto lavoratore italiano che di fatto sarà portato a morire di vecchiaia sul posto di lavoro.
Bravi, complimenti! Avete impiegato oltre sessant'anni ma alla fine ci siete riusciti: avete distrutto l'Italia di Mussolini. Negli anni scorsi avete cancellato il TFR, oggi le pensioni. Sono rimaste le ferie pagate. Strano non se ne sia ancora occupato nessuno! Sarà la manovra del 2012?

E poi leggi un punto particolare nella riforma: Stato garante per le banche - Una norma contenuta nella manovra prevede che il ministero dell'Economia "fino al 30 giugno 2012 è autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane, con scadenza da 3 mesi fino a 5 anni, o a partire dal 1° gennaio 2012 a sette anni per le obbligazioni bancarie garantite".

Lo stato si farà garante dei debiti delle banche! Perchè non si fa garante piuttosto di quelli delle famiglie che non riescono a pagare il mutuo? Di tutti coloro che hanno perso il lavoro solo per i loro sporchi affari mentre gente come il presidente di Finmeccanica si faceva i cazzi suoi e pretende pure 5 milioni di euro di liquidazione! Negli Usa riceverebbe forse 5 anni di carcere al più!

Ma no cosa volete noi siamo i "complottisti" e questo non è il tanto accusato "Governo delle banche". Eppure ci sta a pennello: un Governo delle Banche per una Repubblica delle Banane!

giovedì 1 dicembre 2011

Via la scrivania di Mussolini: sono antifascista!

Durante l'ultima puntata di Ballarò il comico Crozza, che magari sarà comunista, di sinistra, quel che si vuole, ma è comunque un grandissimo nel suo lavoro, si poneva una domanda tanto logica quanto banale: ma siamo sicuri che gli uomini di questo governo siano i migliori?

Tale dubbio era nato dal fatto che uno di costoro pensasse non fosse stato Monti ad averlo chiamato per dargli l'incarico di governo ma Crozza mentre imitava il presidente dell'attuale governo dittatoriale. Desumendone dunque che diversi di loro siano degli incompetenti (nelle materie non d'oggetto del loro lavoro di servitù a banche e poteri forti) Crozza gli ordinava perentoriamente di "abbandonare l'ufficio".

Oggi si è distinto invece un altro scienziato: il sig. Moavero, ministro agli affari europei. Pensate un pò: nell'ufficio assegnatogli la sua scrivania era quella di Mussolini! Il ministro disturbato da ciò ne ha chiesto la rimozione spiegando: "sono antifascista".

Ebbene si signori. Sembrano barzellette ed invece è la triste realtà! L'Italia è finita nelle mani di simili imbecilli! Cosa possiamo provare se non pena per questa gente?? E dove costoro porteranno il nostro paese? E se ci fosse qualche antitedesco dichiareremo guerra alla Germania? E se ci fosse qualcuno allergico alle fragole ne impediremo la produzione?
Con simili genietti mai dire mai!

Caro signor ministro, in fondo siamo felici per questa decisione.
Non potrà infatti inzozzare con le sue mani da tecnocrate la scrivania di un uomo che ha fatto la storia. Lei al massimo potrebbe sporcarla degli sporchi affari che il governo dittatoriale di cui parte, in quanto non eletto da nessuno,metterà in atto in questo, speriamo breve, periodo.

Ma come: abbiamo creato un governo d'emergenza, siamo in piena recessione, tutti gridano si salvi chi può e costui, uno dei nuovi ministri, uno dei novelli nostri salvatori a cosa pensa?? Alla scrivania appartenuta a Mussolini?????????
Una domanda davvero vorrei porgliela qualora ci trovassimo faccia a faccia: ma davvero non si vergogna di una cosa simile? nemmeno poco poco?

martedì 29 novembre 2011

Una battaglia vinta dalla Fiamma Reggina!

Finalmente una buona notizia per le famiglie dei disabili reggine; con orgoglio possiamo oggi affermare che il servizio di trasporto per i ragazzi disabili che sarebbe dovuto giungere a termine il 31 dicembre sarà rinnovato per un altro anno permettendo cosi alle oltre 200 famiglie che usufruiscono del servizio di risolvere molti di quei problemi che già si stavano affacciando all'orizzonte del nuovo anno.

La cessazione del servizio avrebbe infatti danneggiato tantissime famiglie in cui entrambi i coniugi lavorano costringendo le stesse ad ulteriori spese per l'assistenza dei propri figli in un contesto economico già di per sé estremamente difficile.

Grazie all'impegno della Fiamma Tricolore e del suo Coordinatore Comunale Emanuel Azzarà che ha lavorato in sinergia con il settore preposto, con la dirigente Dott. Stracuzza e interessando le stesse famiglie si è reso possibile il raggiungimento di tale traguardo in un momento in cui le casse del comune non permettono spesso nemmeno le spese per l'ordinaria amministrazione.
Proprio per tali difficoltà sono state vagliate alcune alternative al servizio di trasporto tutte però scartate. L'impegno e la mediazione ha però portato all'elaborazione di un progetto che con una spesa minima (e risparmio notevole rispetto agli anni passati) non solo garantirà il servizio ma si lavorerà pure per il rinnovo dei mezzi sui quali trasportare i ragazzi disabili che fino all'anno scorso, e noi lo abbiamo denunciato diverse volte, erano in condizioni pietose e spesso non osservavano le benchè minime condizioni di sicurezza!
Il sollecito quotidiano, l'ostinazione della Fiamma e la professionalità della dirigente preposta hanno consentito il superamento di quelle lungaggini burocratiche giungendo alla formulazione rapidissima di un progetto snello ed economico che soddisferà le esigente delle famiglie interessate.
Ciò ha consentito la pubblicazione del bando per l'assegnazione del servizio che dal 1 gennaio 2012 sarà di nuovo disponibile.
Un ringraziamento particolare va al sindaco Demetrio Arena per l’attenzione e sensibilità dimostrata ma soprattutto alla dirigente del settore Dott. Stracuzza la quale è stata sempre disponibile al dialogo e al confronto dimostrandosi una vera professionista cercando di venire incontro alle esigenze ed ai bisogni delle famiglie dei disabili.

Questa è la politica che piace alla Fiamma Tricolore (!!) che senza poltrone riesce spesso ad essere più incisiva di chi è invece predisposto a svolgere determinati ruoli e ne ha dunque i mezzi. E' la politica di un partito che disinteressandosi completamente dei propri insuccessi elettorali continua imperterrito sulla strada della socialità volto alla realizzazione di quegli scopi superiori che dovrebbe avere la politica.
Adesso l'impegno della Fiamma Tricolore nel campo dei diversamente abili sarà rivolto a quel piccolo sogno prospettato già in campagna elettorale e presentato a suo tempo al sindaco Arena ovvero la creazione di una piscina per disabili già da diversi anni richiesta da tantissime famiglie.

Dott. Luca Taveri
Addetto Stampa e Portavoce
Fiamma Tricolore Reggio Calabria
www.fiammareggio.it

mercoledì 23 novembre 2011

Napolitano: Ci sono un Italiano, un marocchino, un tedesco e un francese....

Fino a ieri iniziavano così le barzellette che ci si raccontava da bambini e nelle quali l'Italiano era sempre il tipo furbo che alla fine la scampava.

Fino a ieri appunto: oggi l'ennesimo disturbo di senilità presidenziale ci ha fatto intravedere della tragica realtà in quella che è stata sempre una barzelletta.
Il purtroppo ancora presidente della Repubblica delle Banane Giorgio Napolitano è intervenuto (ultimamente interviene su tutto!!!) sulla questione riguardante i figli di immigrati che nascono in Italia e secondo il quale gli stessi debbono avere fin da subito la cittadinanza italiana.
Insomma: nasci sul suolo italiano? Sei Italiano!
Immaginate se tale legge venisse approvata in tutti i paesi d'Europa: spesso molte famiglie di immigrati arrivano in Italia ma poi si trasferiscono diverse volte in Francia, Germania, etc.
Supponiate che la coppia prolifichi almeno un figlio in ciascun di questi paesi i genitori non sappiamo cosa sarebbero ma di certo i figli si. Avremmo un Francese, un tedesco e un Italiano.
Con un solo problema: questa non è una barzelletta.

Una nota a margine: molti stranieri, giustamente, vogliono conservare la loro nazionalità.
Di essere o diventare italiani (ricordiamo che ITALIANI SI NASCE!) a loro non frega proprio niente! Pensasse questo il presidente italiano.
Io stesso dovessi andare a vivere all'estero non rinuncierei a rimanere sempre e comunque italiano nonostante gente come Napolitano!
Sorpreso dai Tg italiani che intervistavano solo ed esclusivamente cinesi dall'accento romanesco o altre persone felicissime di poter diventare italiani oggi ho posto la domanda ad una decina di extracomunitari: ebbene nessuno, tranne uno, ha manifestato tale morbosa voglia di diventare italiano esprimendo con orgoglio l'appartenenza al proprio paese. Onore a loro.

L'ultimo, quello dubbioso in uno stentato italiano cosi ribatteva: basta che ho mangiare posso essere pure italiano, francese, marocchino...quello che vuoi cugino!
Ancora una volta VERGOGNA per i mass media italiani.

Per concludere: un consiglio e un auspicio per Napolitano; speriamo di vederlo presto presidente del Burkina Faso!

lunedì 21 novembre 2011

Piazza Almirante: a Reggio presto realtà!

E' stata presentata sabato mattina l'iniziativa della Fiamma Tricolore di Reggio Calabria e del movimento Gioventù della Fiamma volta all'intitolazione di una piazza del capoluogo reggino al compianto segretario del Movimento Sociale Italiano Giorgio Almirante.

Alla conferenza stampa di presentazione erano presenti tanti giovani, segno questo di un partito più vivo che mai in riva allo Stretto, ai quali si sono aggiunti molti di coloro che Almirante ebbero davvero la fortuna di conoscerlo non solo dai racconti dei propri genitori.
Dopo l'intervento di apertura è toccato a Francesca Latella, coordinatrice femminile del partito leggere una breve storia della vita di Almirante seguita dal vice segretario provinciale Antonio Giordano, tesserato da 40 anni al Msi prima e alla Fiamma poi, che ha tracciato un profilo umano di quel segretario umile e ben voluto da tutti come Almirante era.
E' toccato al senatore Renato Meduri chiudere l'incontro con un tuffo nel passato ricordando la figura di Almirante e raccontando vari aneddoti vissuti in prima persona esaltando il ruolo che Almirante ebbe nella vita di Reggio Calabria città che lo aveva praticamente adottato all'indomani della Rivolta di Reggio del 1970.
Sarà infatti Almirante a difendere spesso e volentieri la città di Reggio e tantissimo sarà il tempo che vi passerà da quell'anno in poi.

Obiettivo dichiarato della Fiamma Tricolore è quello di raccogliere entro dicembre il numero di 1500 firme andando ben al di là delle 500 richieste dal regolamento approvato anni fa dal consiglio comunale.
Una volta che ciò sarà fatto verrà organizzato un grande convegno durante il quale alla presenza di donna Assunta verranno consegnate nelle mani del sindaco le firme raccolte affinchè la volontà popolare si tramuti in realtà e doni ad un uomo come Almirante quel riconoscimento che gli spetta di diritto.

A tutti i Camerati chiediamo dunque una mano d'aiuto affinchè finalmente si possa riconoscere a chi ha fatto la nostra storia ciò che da sempre gli viene negato: la memoria.
Forse una piazza sarà ben poco ma per noi sarà comunque qualcosa di grande.

domenica 13 novembre 2011

12 NOVEMBRE 2011: COLPO DI STATO IN ITALIA!


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I più informati sanno bene che dall'aprile 1945 questo paese rappresenta una colonia. Niente di nuovo da questo punto di vista.
Quello che sta accadendo in questi giorni però non era mai stato osato in passato. Cade Berlusconi dunque, non lo rimpiangiamo di certo vista l'inutilità della sua politica. Era però un presidente del Consiglio eletto dal popolo.
Oggi l'Italia si arrende ancora una volta ai poteri forti, al potere finanziario.
Lo spread, i mercati, gli usurai della Goldman & Sachs e delle altre banche d'affari americane e sioniste hanno messo le mani sull'Italia per trarne facili guadagni da quel suo popolo risparmiatore che adesso vedono come una miniera d'oro da cui attingere a piene mani in questo tempo di crisi in cui nulla hanno più da spremere dalle indebitatissime famiglie americane e inglesi.

E Monti sia! Un altro uomo della finanza, un altro apolide che non conosce patria se non quella del soldo da cui viene ripagato.

Dunque non solo tali signori hanno dimostrato di poter incidere sulle politiche di un governo, cosa ormai risaputa, ma hanno palesato il fatto di poter sostituire i governi a loro piacimento e di poterne scegliere addirittura il successore!
Questo il messaggio che è passato: "cari Italiani, eleggete pure chi vi pare, sarà sempre un governo nostro amico e quando non ci andrà più bene lo faremo cadere e metteremo noi chi ci pare". Il ragionamento non fa una grinza. Per loro.
Non avendo più a disposizione la maggioranza, dopo aver resistito per mesi alla speculazione e allo spread, Berlusconi ha dovuto annunciare le sue dimissioni a cui però veniva data una scadenza (il varo della legge di stabilità, altro dictat europeo). Berlusconi quindi era ostinato a resistere per andare al voto: era chiaro il no a Monti. Il giorno dopo, nonostante la promessa di dimissioni, la borsa crolla e Mediaset fa peggio -10% in un giorno!
Era l'ultimatum a Silvio: te ne devi andare adesso! Subito, altrimenti spappoliamo il tuo impero. Cosi Berlusconi cambia subito idea e diventa favorevole al governo Monti.

E ieri lo spettacolo indecente delle piazze romane in cui centinaia di ignoranti tra indignati, popolo viola, arancione, giallo, blu e altre stronzate simili avrebbero voluto linciare Berlusconi e allo stesso tempo chiedevano a Di Pietro di appoggiare il governo Monti.
Questi idioti comunistelli ignoranti stavano facendo il tifo per ciò che dichiarano di combattere: gli affamatori del mondo, la finanza internazionale, gli speculatori e i banchieri.
Inutili ignoranti creati da 60 anni di antifascismo becero che ha creato una classe di inetti.
Ieri un cancro per l'Italia è andato via; oggi arriverà la morte.

E cosa è questo dunque se non un COLPO DI STATO?

Proponiamo qui quanto Benito Mussolini scriveva quasi 70 anni fa: aveva già allora capito tutto.
‎"Tutto sarà fatto nel nome della democrazia, della giustizia e della libertà, un paravento dietro il quale si nascondono gli interessi del più sudicio capitalismo, venga questo da Londra, da New York o da Mosca. Il popolo italiano vivrà un periodo amarissimo, che vedrà scardinati tutti i principi dell’onestà e della morale (...) Tutti avremo le nostre colpe, ma bisogna riconoscere che il destino è crudele. Noi, dopo tutto, non cercavamo che un pezzo di pane meno ingrato. Noi combattiamo per imporre una più alta giustizia sociale.
Gli altri combattono per mantenere i privilegi di casta e di classe. Noi siamo le nazioni proletarie che insorgono contro i plutocrati. Non può durare l’assurdo delle carestie artificiosamente provocate. Esse denunciano la clamorosa insufficienza del sistema.”

martedì 8 novembre 2011

Via Togliatti? Assassini, no grazie!

Era una mattina d'inverno del febbraio 1954.
A Vienna, ancora occupata dai Russi, arrivava sotto la neve un treno con stampigliato un pò ovunque la falce e martello, simbolo del socialismo sovietico. Da una carrozza scendono dodici italiani.
Sono gli ultimi a tornare a casa da una guerra che si era conclusa ben nove anni prima e che li aveva strappati da casa da oltre dodici. Ovviamente senza aver mai potuto né inviare né ricevere una lettera.
Sette di costoro sono dell'ARMIR, altri sono prigionieri civili italiani ex deportati in Germania che durante la conquista sovietica caddero dalla padella nella brace. Il loro "comandante" era il colonnello Nicola Russo che per un'ultima volta alla vista del funzionario italiano che era venuto a "ritirarli" chiamò l'attenti ai suoi uomini.
Dal libro di Arrico Petacco “L’Armata Scomparsa” ne conosciamo i nomi di tutti tranne uno. Eccoli:
Capitano Franco Magnani - div. Julia; Capitano Dante Jovine - Carabinieri; Maggiore Massa e Tenete Reginato del reggimento degli alpini “Cervino”; Il Cappellano della Celebre Pietro Algiani;

Di circa 90 mila prigionieri appena 10 mila ritornarono a casa. Degli altri non si saprà mai nulla.
Complici del massacro i comunisti italiani con il signor Ercole Ercoli (Palmiro Togliatti) a capo e tanti altri aguzzini come lui a cui oggi sono dedicate vie, piazze, strade. Costoro non solo torturarono gli italiani, e spesso fecero pressioni per sopprimerli, ma chiesero al governo sanguinario di Stalin di ritardarne il rimpatrio affinchè non potessero dire cosa avevano passato in quella terra d’inferno.
Sono oltre 70 mila gli italiani di cui non si conosce la fine, il luogo di morte e sulla cui speranza che tornassero prima o poi vivi confidarono migliaia di madri, mogli, figli.
La stessa si rivelerà vana e non darà loro pace per tutta la vita.
Il 9 novembre è l’anniversario della Caduta del Muro di Berlino. Ricordiamo quegli uomini che si batterono per l’Italia.

Dicevano: hanno intitolato ai criminali che si resero responsabili di questi crimini vie, strade, piazze, etc. Ci batteremo per farle ritirare: TUTTE!

lunedì 7 novembre 2011

Italia in piedi! E' tempo di lottare!

Inizio questo articolo con una premessa che è d'obbligo:nessuno pensi infatti che lo stesso sia scritto per simpatia particolare nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi o nel suo ministro dell'Economia Tremonti. Detto questo iniziamo.

Che il nostro premier esageri nelle sue dichiarazioni è cosa ormai ben nota. Molti gli contestano il fatto che questo Governo abbia nascosto la crisi dicendo che in Italia non era cosi grave. Io sono invece d’accordo con lui. Perché?
Perchè la crisi è nata dalla speculazione finanziaria e non è un caso che i paesi più colpiti siano Stati Uniti e Gran Bretagna, maestri nell'economia di carta. Se dunque l'Italia è un paese manifatturiero e dove la speculazione aveva poco terreno fertile per quale motivo è andata in crisi?

Le cause sono da ricercare in tutte quelle imprese che alle prime avvisaglie della crisi internazionale, dal 2008 in poi, hanno preso la palla al balzo per scappare dall'Italia e trasferire nell'est Europa o in Cina le loro solide aziende. Attenzione non parliamo delle aziende di chi lotta dalla mattina alla sera contro mercato, fisco, clienti, lavoratori etc. Parliamo di quelle aziende leader nello sfruttamento e nella strumentalizzazione, di quelle persone, come la Marcegaglia ad esempio, che criticano il governo per il condono e l’evasione fiscale ma poi sono i primi ad essere colti con le mani ancora nel sacco.E nossignore!

Molti di costoro hanno bloccato i macchinari e fatto ricorso alla cassa integrazione ancora quando producevano grandi utili. Tanti hanno licenziato senza che effettivamente la crisi si fosse fatta sentire su di essi. Da qui il passo per la crisi è stato breve.
Ecco la colpa del Governo: non essere intervenuto nel frenare questa speculazione da parte degli imprenditori, non riuscire a comunicare che l'Italia con la crisi non aveva nulla a che vedere; non mettere in campo gli strumenti adatti ad impedire il dilagare della psicosi; i festini avevano la precedenza.
A questo punto entra in scena la finanza internazionale americana ed inglese che per riprendersi dal collasso tenta un attacco all’euro e dunque cerca facili guadagni contro il sistema Italia attaccando quello che da questo punto di vista è il paese europeo più debole: ciò grazie ad una classe politica degna del circo di Moira Orferi. Ruolo? I pagliacci!
Se infatti questi vampiri del popolo italiano si coalizzassero e mostrassero un’unica linea di intenti l’Italia ne uscirebbe indenne e più forte di prima. E invece no: per colpa di questi infami, spesso ladri, stiamo bruciando decine di miliardi di euro pubblici in quanto il loro fine unico non è il benessere del popolo italiano ma scalzare Berlusconi da quella poltrona in cui vorrebbero a loro volta sedersi codesti signori.

Ciò è confermato da uno degli usurai della Goldman Sachs: l’esponente italiano ospite a La7 si lascia scappare un’affermazione che molti altri riprendono nei giorni successivi ovvero “se Berlusconi si dimettesse il differenziale tra BTP e BUND (il famoso “SPREAD” mai sentito fino a qualche mese fa ed oggi tristemente famoso) scenderebbe dagli attuali 480 fino ad un valore compreso tra 100 e 200 punti! Gli usurai si sono quindi rivelati: com’è possibile infatti che le dimissioni di Berlusconi risolvano d’un colpo il problema dell’economia italiana? Oggi tocca a lui. E domani? Quale governo ci imporranno?

E’ ovvio che siamo di fronte ad uno scandalo! Lo ripeto: per me Berlusconi può andare a casa domani ma non dobbiamo consentire che siano degli usurai apolidi a stabilire chi debba governare l’Italia! Non è possibile consegnare il paese, più di quanto lo sia già, ai banchieri, ai datori di lavoro dei signori Prodi e Monti che non hanno battuto il minimo ciglio in passato quando si è trattato di vendere l’Italia allo straniero, al banchiere loro padrone!
Dobbiamo difendere il nostro paese e se per fare ciò sarà necessaria una guerra sappiano questi signori oscuri del mondo che è ancora vivo in molti italiani lo spirito dei giovani di Salò e che noi siamo pronti a sfidare financhè l’impossibile! Non ci lasceremo imporre i loro dictat! Per questo io vi dico e vi sprono: ITALIANI IN PIEDI! E’ TEMPO DI LOTTARE!

martedì 1 novembre 2011

Dal tripudio di Monaco 1938 alle risate di Bruxelles 2011

Cari amici e lettori,

Un tripudio di folla salutava il capo del Governo italiano che in quella circostanza toccò un livello di popolarità come non avveniva dal tempo di Cesare e l'Italia si ergeva a protagonista nel mondo.era il 29 e 30 settembre del 1938 quando per l'ennesima volta il Duce a Monaco di Baviera riusciva a mettere d'accordo tutti i capi di Governo intervenuti ed evitare uno scoppio anticipato del conflitto. Nei giorni successivi tutti i giornali del mondo tributarono onori e glorie al capo del Fascismo italiano Benito Mussolini che era riuscito ad evitare quella guerra che sembrava ormai dietro l'angolo.

Ottobre 2011: a Bruxelles l'Italia, sotto l'attacco ormai da mesi della finanza internazionale che sfrutta l'incapacità politica del paese, non solo viene sottoposta a dei dictat che ne minano di fatto la sovranità economica (quella monetaria è già venduta da un pezzo ai signori dell'Euro) ma siamo addirittura costretti a sopportare le risate del presidente francese Sarkozy e della cancelliera Merkel.
Il paese è ormai ridotto allo stremo e la colpa è chiaramente della politica. I politici italiani infatti ormai da anni non governano più ma si limitano ad eseguire l'ordinaria amministrazione (in quanto la straordinaria è imposta da UE, Usa e Gb); la classe politica è una delle più scadenti al mondo fatta in buona parte di maggiordomi e vallette.
Eppure se avessimo in Parlamento persone capaci ed oneste il nostro paese non impiegherebbe molto tempo e fatica per ridestarsi dall'incubo in cui si è cacciato. E' la moralità quella che serve perchè ovunque voltiamo il capo troviamo truffe, raggiri, mazzette, corruzione: come può un paese in cui la morale è ridotta a meno di niente risollevarsi? Un paese in cui l'essere onesti o l'essere gran lavoratori non comporta meriti e promozioni ma solo sentirsi dare del "fesso" dagli altri?
Ecco perchè l'esigenza di una nuova classe politica: la vecchia la moralità non sa nemmeno dove stia di casa! E dunque cosa fare? Di certo non ho la soluzione ma se gli italiani non cambiano con il proprio voto tale classe politica non ci sarà alcun futuro. D'altronde la stessa è espressione del popolo: curioso che lo stesso si lamenti dei politici quando poi si comporta esattamente allo stesso modo! Il nostro appello va dunque a quella piccola parte di popolazione italiana che conserva ancora e ha tramandato le tradizioni e la moralità trasmessa dal fascismo: prenda in mano la situazione prima che sia davvero troppo tardi.

Giuseppe Minnella, Direttore Ilduce.net

venerdì 28 ottobre 2011

28 Ottobre - Marcia su Roma: Nostalgici? Semmai “RimpiantiCI”

Il 28 ottobre 1922 una nuova alba si affacciava all’orizzonte del paese Italia: per 23 anni il paese conoscerà riforme sociali, strutturali ed economiche senza pari nella propria storia. Per noi che studiamo quel periodo e ne riprendiamo gli insegnamenti, le riforme, i principi di giustizia ed equità sociale, l’accusa quotidiana mossa dall’ignoranza collettiva dilagante è quella di essere “nostalgici”. Ma quali nostalgici signori miei: violentando la lingua italiana, potremmo definirci semmai “rimpiantici o rimpiantisti”.

Sono quelli infatti gli anni della costruzione, di sana pianta, del modello italiano di Stato Sociale invidiato da tutti i popoli del mondo e che portò il popolo italiano ad un livello di benessere e giustizia sociale mai esistito prima nella storia. Pensioni di vecchiaia, tutela dei lavoratori come mai in passato, dalll’invenzione della oggi purtroppo famosa “Cassa Integrazione” agli assegni famigliari, dai sussidi di disoccupazione agli aiuti (veri) alle famiglie. E poi i tanti nuovi ospedali e la sanità gratuita per tutti, l’invenzione tutta fascista del “dopolavoro” per favorire le relazioni sociali e dare un significato a quella vita che smetteva di essere dopo secoli una “quotidiana lotta per la sopravvivenza”. Gli italiani, anche quelli delle famiglie meno abbienti, imparavano a conoscere le gite fuori porta, i fine settimana nelle località turistiche grazie agli sconti che il regime praticava loro. Era un’ Italia più giusta in cui giorno dopo giorno apriva un’industria, si faceva una scoperta scientifica, si primeggiava con le altre potenze mondiali senza che nessuno potesse ridere di noi, anzi!

In pochi anni il Fascismo e il suo Duce (che noi vogliamo ricordare oggi, anniversario della Marcia su Roma, come unico artefice e ispiratore di quel modello di Italia), Sua Eccellenza Cavaliere d’Italia Benito Andrea Amilcare Mussolini, divennero ammirati in tutto il mondo fino ad ispirarne mediocri tentativi di replica (regimi chiamati "fascisti" dagli storici.. delle falsità forse). Altri paesi invece, patria del capitalismo sfrenato o del comunismo, guardavano a quella Italia fascista come una minaccia del loro ordine mondiale: minaccia da abbattere con la guerra!

Il consenso in Italia, che oggi bandiscono come falso o pervaso dalla minaccia delle armi (ridicoli!), toccava vette che mai nessun altro governo al mondo, democratico e non, è stato in grado di replicare.

Oggi 28 ottobre 2011 la situazione è mutata tantissimo: viviamo in un paese sull’orlo del collasso, alla mercè quotidiana di speculatori della finanza internazionale, massoni , criminali dai colletti bianchi. Viviamo in un paese in cui la sanità costa molto più rispetto al passato ma garantisce molte meno prestazioni proprio perché siamo diventati un paese di mazzettari. Il lavoro che nobilitava l’uomo fascista oggi affatica quello moderno facendogli preferire “vie alternative” al fine di raggiungere il benessere singolo a discapito di quello della collettività.

Lo Stato sociale italiano costruito dal fascismo da modello è diventato un calderone pieno di costi e sprechi che più nulla garantisce alla popolazione se non miseria ed abbandono. Lo hanno letteralmente distrutto! La via d’uscita da questa situazione non riguarda l’economia ma le persone, la loro qualità e rettitudine morale: elementi che l’attuale classe dirigente (politica, amministrativa, economica) ha ben dimostrato di non possedere assolutamente.

PS. Qualche settimana fa ho assistito ad un talk show tra giovani da un lato e niente di meno che Romano Prodi dall’altro: si uno dei faccendieri della Goldman Sachs. Il tema? Lo Stato sociale. Hanno citato tutto! Anche le terre date ai soldati durante l’impero Romano ma niente riguardo al Fascismo! Certo, come fa a parlare di Stato sociale uno di quegli esseri (mi riservo il termine “umano” per altri usi) che ha venduto il paese e distrutto quello stato sociale di cui intendeva parlare?

I signori de La 7 invitino noi in trasmissione: daremo noi a quei giovani una seria lezione di ciò che è stato il “Welfare” in Italia a differenza di quello squalo travestito da politico nonnetto e pensionato.

Dovrebbe solo vergognarsi. Riguardo noi? Non nostalgici, chiamateci "Rimpiantici".

venerdì 21 ottobre 2011

Non sei comunista? Non puoi manifestare!

Manifestazioni, scioperi, proteste sono diventati ormai quotidiani in Italia tanto che il loro continuo perpetrarsi ha svuotato di significato ed effetti concreti tali strumenti a disposizione del cittadino e del lavoratore.
Protestano tutti per tutto. Dai precari ai disoccupati, dai giovani ai più anziani ogni giorno tra le notizie dei tg ascoltiamo di qualcuno che ha cercato di esprimere il proprio malumore.
C’è qualcosa di strano però in queste manifestazioni: per qualsiasi cosa si scioperi, anche per cortei e presidi non organizzati né da sindacati né da partiti ecco spuntare bandiere dell’Unione Sovietica, di Rifondazione Comunista, di Sel etc. Inesistenti, se non in piccole nicchie della società, sempre presenti e protagonisti tra proteste e tafferugli.
Anche la manifestazione di sabato scorso era nata da un movimento di protesta; gli indignati italiani volevano manifestare senza partiti, senza sindacati, senza dunque organizzazione che volessero mettere il cappello politico sperando di estorcere voti e visibilità. E invece eccole lì le bandiere dei NO-TAV, quelle di Rifondazione Comunista, dei Cobas e di tutte quelle sigle violente della sinistra più becera pronte a menar le mani ancora una volta.
Ormai non è più possibile protestare per qualsiasi cosa che subito spuntano come funghi questi parassiti che spesso e volentieri appoggiano quei movimenti violenti che fanno si che manifestazioni pacifiche si trasformino in battaglie. D’altronde i messaggi di Indimedia sono chiari: tali movimento conoscono i violenti, li foraggiano, li supportano e gli danno copertura.
Tali soggetti impediscono di fatto alla gente comune di protestare pacificamente e seriamente. Gli indignati italiani sono infatti solo quelli che hanno manifestato a Roma sabato? No, oggi gli indignati italiani sono molti di più. Cosa pensate sia infatti l’oltre 40% di popolazione che non esercita più il diritto di voto?
Per risolvere i propri problemi il popolo italiano non dovrebbe mandare a casa solo il Governo ma dovrebbe accompagnare ad esso l’opposizione, i “Responsabili” e tutti coloro che da decenni si annidano tra gli scranni del Parlamento agendo a modo di sanguisughe nei confronti del popolo italiano. E sicuramente movimenti come Rifondazione Comunista e centri sociali vanno chiusi e dichiarati fuorilegge.

Oggi più che mai in Italia serve Ordine e Disciplina.

sabato 15 ottobre 2011

Centro, Sinistra e Comunisti alla ricerca del colpo di stato


Dal punto di vista della dottrina chiamarli “Comunisti” o politici di “sinistra” è certamente errato ma in tali partiti si riconoscono e/o si collocano quei soggetti che oggi, anno 2011, cercano di portare un colpo di stato in Italia.
Qualunque sia il motivo della protesta sia esso dalla scuola all’università, dalla Fiat alla Fincantieri, dalle banche alle proteste politiche nei confronti del Governo queste sono caratterizzate da un unico e forte colore politico che inquina e svela la non spontaneità delle stesse.
Fronde violente attaccano istituzioni e non perdono occasione per scagliarsi contro un Governo del  quale non vogliamo prendere le difese. Toni decisamente maleducati si alzano ogni giorno da un’opposizione che chiama puntualmente le dimissioni di un Governo eletto dal popolo. Di Pietro ha più volte chiamato il “morto”, Bersani ha perso cognizione della lingua italiana ripetendo l’unica parola che gli è possibile rigurgitare in questo momento: “dimissioni”.
Per la prima volta nella storia d’Italia una minoranza cerca, con ogni mezzo ed incurante della grave situazione internazionale, di fare un grave sgambetto al Governo ed al paese accecata dall’odio e dalla perenne frustrazione di inferiorità nei confronti di Silvio Berlusconi.
Molte aziende stanno chiudendo e sono in difficoltà. Migliaia di lavoratori ogni giorno rischiano di finire sulla strada ma per costoro la colpa è da ricercare solo ed esclusivamente nel Governo. 
Perché non si protesta invece contro quegli imprenditori che hanno delocalizzato all’estero le loro produzioni e licenziato in Italia? Perché non si protesta contro quei colleghi che stanno per 300 giorni all’anno in malattia? Perché non si protesta contro i manager che mandano i lavoratori in cassa integrazione ma hanno Yacht parcheggiati in banchina ed elicotteri pronti al decollo?
E intanto nelle grandi e piccole fabbriche, le stesse dove si protesta, per esperienza e conoscenza quotidiana possiamo affermare che esistono migliaia di “lavoratori” che sarebbe meglio chiamare “LAVATIVI” che alzano ben poche volte il pollice dalla mattina alla sera certi che per loro ci sarà qualcun altro a lavorare e a garantire il giorno 27. In caso contrario giù contro il Governo!
Basta siamo stanchi di assistere a queste cose ed essere sopraffatti da questi fannulloni giovani e non che rappresentano un vero e proprio insulto per l’Italia che REALMENTE lavora, per i milioni di VERI operai che si spezzano la schiena più del dovuto proprio per coprire ciò che tali PARASSITI non fanno. Molte aziende infatti hanno perso o non hanno commesse: per quale motivo? E perché le poche che hanno non vengono mai consegnate in tempo ma sempre in costante ritardo? C’è poco lavoro e quel poco viene pure consegnato tardi? Qualcosa non torna!
Da Roma a Milano, da Napoli a Torino esistono raggruppamenti e sacche di violenza spropositata perpetrata da collettivi studenteschi, centri sociali, gruppi autonomi di vetusti comunisti che rappresentano un pericolo per questo paese e vengono usati dai movimenti di sinistra come mano armata in grado di portare scompiglio nelle città, nelle istituzioni riuscendo ad inquinare qualsiasi gruppo spontaneo di cittadini si costituisca per questo o quel motivo.
Tutte le scuse, e proteste, diventano buone dunque per creare scompiglio e ricatti nei confronti del Governo.
Se la credibilità dell’Italia a livello internazionale è crollata la colpa non è solo di Berlusconi, certamente il maggior colpevole insieme alla sua cricca, ma buona parte è detenuta da quella sinistra che anziché difendere il paese all’esterno e fare i conti in casa propria si affianca ai detrattori d'oltralpe ed accentua le critiche danneggiando ancor di più il paese e la sua immagine.

Difendere lo Stato Sociale.
Difendere il Sistema Italia dagli speculatori e finanzieri internazionali.
Difendere il lavoro e i veri lavoratori.
Queste le tre direttive per salvare il paese e farlo uscire dalla crisi. Tutto il resto è noia!

martedì 4 ottobre 2011

Spettacolo per Amanda, oblio per Carlo.


PILLOLE DI ATTUALITA’
di Giuseppe Minnella

In Italia ogni anno avvengono centinaia di omicidi ma i più attenti negli ultimi 5-6 anni ne avranno notati non più di una decina. Tra questi l’omicidio di Meredith la studentessa inglese uccisa a Perugia, Sarah Scazzi ad Avetrana, Yara Gambirasio e qualche altro giunto chissà perché ad una tragica ribalta di quella cronaca televisiva che ben poco rispetta il dolore dei famigliari e rende gli assassini, o presunti tali, più famosi di una pop-star!
Dal giorno dell’omicidio inizia cosi l’assillamento dei media che ci tartassano di notizie inutili, del Dna di tizio sulla pelle di Caio, del capello di una donna rinvenuto chissà dove e chissà quando. Famoso l’ormai eterno plastico di Bruno Vespa che varia di puntata in puntata, ops di omicidio in omicidio. Francamente tale corsa al terrore, alla scoperta del violento  e misterioso omicida non ha mai attratto la mia attenzione.
Il silenzio più assoluto circonda invece ormai da anni un uomo che è ancora vivo e vegeto ma che sta marcendo all’interno di un carcere americano. Il suo nome è Carlo Parlanti, italiano, arrestato a Duesseldorf nel 2004 e detenuto per quasi un anno fino a quando nel Giugno 2005 viene trasferito negli Stati Uniti per un’accusa di stupro. Da allora si ritrova rinchiuso in un carcere della California.

Non voglio soffermarmi sulla vicenda e sui suoi particolari scandalosi che potrete trovare su internet sul sito nato e curato dalla sorella che da anni conduce la sua solitaria battaglia moralmente sostenuta soltanto da quei pochi curiosi internauti che hanno letto di Carlo.
Della vicenda se ne è occupato per primo il segretario nazionale della Fiamma Tricolore Luca Romagnoli nel 2006 quando era ancora parlamentare europeo  e portò all’attenzione, sorda, dei politici italiani il caso di questo connazionale da 2 anni ingiustamente rinchiuso in carcere tedesco prima e americano poi.  Ci hanno provato pure Beppe Grillo (2010) e qualche altro volenteroso come Miro Renzaglia. Tutto vano.
E i media americani? Hanno detto di tutto sull’Italia che imprigionava Amanda knox la studentessa americana condannata in primo grado per l’accusa di omicidio della coinquilina Meredith. Ci hanno dipinto come torturatori della brava ragazza di famiglia dagli occhi azzurri. Ieri è giunta tra tante proteste e dubbi l’assoluzione della Knox; un’assoluzione favorita certamente dall’influenza dei media e di una morbosa attenzione durata anni e anni!
Per Carlo Parlanti nessun speciale di Porta a Porta, nessun plastico da parte di Vespa, nessun esperto a Matrix o Quarto grado. Si sa, gli italiani innocenti non fanno notizia; nemmeno se stanno morendo a 10 mila chilometri da casa. Vergogniamoci tutti.

Giuseppe Minnella

giovedì 22 settembre 2011

Meteo Italia: domani previste precipitazioni…… di satelliti!


PILLOLE DI ATTUALITA’
di Giuseppe Minnella

Si chiama UARS un vecchio satellite della NASA che domani rientrerà nell’atmosfera disintegrandosi. Non del tutto però: delle grosse parti (da 0.6 kg a 158 Kg) potrebbero resistere all’attrito e schiantarsi  a terra. Dove? Sull’Italia ovviamente. Non bastasse la pioggia dello scorso fine settimana e la merda piovutaci da tutti gli angoli del mondo da lunedi in avanti!

Tutti fanno finta di sapere, la Protezione Civile cerca di rassicurare ma di vero c’è che in effetti nessuno può determinare con precisione dove andranno a cadere i frammenti, di che dimensione saranno e l’ora dello schianto. Ciò sarà possibile saperlo a 15-20 minuti dall'impatto a terra.

Ancora una volta l’Italia si affida agli scongiuri, alla speranza e all’approssimazione: lo stesso Gabrielli della Protezione Civile ha infatti escluso l’evacuazione della popolazione civile in quanto “sarebbe impossibile evacuare 20 milioni di persone”. Fino a domani non ci resta che pregare affinchè l’atmosfera disintegri completamente il satellite.

Cosa farebbe in questi casi un paese che si rispetti? Intanto qualora non accadesse nulla denunciare comunque la Nasa per procurato allarme, così come avviene per ogni cittadino in Italia e  in caso di danni a persone o cose chiedere una cifra di risarcimento astronomica (tanto per rimanere in tema) agli Stati Uniti. Ma si sa: essendo da 66 anni una loro colonia le conclusioni non sarebbero di molto difformi dalla strage del Cermis. E intanto Carlo Parlanti è ancora prigioniero nelle loro carceri per la testimonianza di una psicopatica senza straccio di prova…

mercoledì 21 settembre 2011

L'Italia affonda, terra di nessuno!


PILLOLE DI ATTUALITA’
di Giuseppe Minnella

Un nuovo taglio del rating da parte degli usurai internazionali, decine di miliardi dei risparmiatori italiani bruciati in un giorno, immigrati che scatenano la guerriglia a Lampedusa. Reazioni? Nessuna o al massimo una risata come quelle di politici e giornalisti (il conduttore di Ballarò Floris su tutti) all’annuncio di una chiamata in diretta da parte di Berlusconi.
Ma ve l’immaginate voi Obama telefonare alla CNN e all’annuncio tutti quanti scoppiare a ridere? O Cameron? O Sarkozy? Come minimo il conduttore verrebbe licenziato in tronco il giorno dopo. Non sia mai accada una cosa simile in Italia: tutti griderebbero al colpo di Stato. In Italia è infatti consentito prendere per il culo, da parte di chi è stipendiato dalla Rai, ovvero dallo Stato, il Capo del Governo! E’ un buffone? E’ un ciarlatano? E’ un pervertito sessuale? Finchè rimane a capo del paese rimane sempre il rappresentante più importante del paese e la continua derisione che viene attuata all’interno autorizza i media esteri e i politici a prenderci per il culo a loro volta!
Difendere Berlusconi? Non ne ho mai avuto l’intenzione considerando lo stesso un tumore del quale il paese deve liberarsi presto. Il quesito semmai diventa: per affidarlo a chi (il paese!)? A quei novelli comunisti anni duemila che ciarlano tanto di democrazia cercando però di sovvertire il volere del popolo sovrano chiedendo continuamente le dimissioni di un Governo eletto, tentando di sopprimere tramite “ricostituzione del disciolto partito fascista” qualsiasi cosa sia più a destra dell’UDC? Gente che ha violentato la storia, la legge, la verità! Oppure: Marcegaglia e Montezemolo? Loro che stanno cercando di creare, disegno già in elaborazione da circa 10 anni, un grande centro che prenda il posto della vecchia Democrazia Cristiana portando cosi il centro del potere nelle mani dei grandi industriali che controllerebbero così il paese economico e politico.
E così mentre Silvio fa le telefonate mute a Ballarò e Bossi tramuta in parole i suoi ancor più inutili pensieri l’Italia affonda tra la derisione e la speculazione mondiale. Già da tempo Inghilterra e Usa hanno capito che per far crollare l’euro serviva l’attacco ad una potente d’Europa e la scelta è ricaduta sul paese che vanta la classe politica più ridicola e ben disposta, pur di accaparrarsi il potere, ad indebolire il paese, umiliarlo ed allearsi con chi all’estero cerca ed ottiene la nostra debolezza. Gli speculatori infatti trovano nelle opposizioni italiane, di qualsiasi colore e schieramento politico, un ottimo alleato per denigrare il paese che da ieri ha, secondo le agenzie di rating, un grado di solvibilità inferiore a quello della Slovacchia! Vere e proprie fandonie!
Intanto nella terra di nessuno scoppia la guerra: a Lampedusa gli immigrati, clandestini, bruciano il centro di accoglienza, invadono le strade del paese esasperando sempre più la popolazione civile ormai ai limiti della sopportazione. Tra un paio di giorni arriverà una nuova multa dell’Ue ed una censura per razzismo violazione dei diritti umani. Al paese dei coglioni ormai si può far tutto!

giovedì 15 settembre 2011

Nessuna Luce Mio Duce!


PILLOLE DI ATTUALITA’
di Giuseppe Minnella

NESSUNA LUCE MIO DUCE” – Questa la frase comparsa su un pannello pubblicitario 6x3 a Napoli nei giorni scorsi ad opera dei due “artisti” napoletani Sebastiano Deva e Walter Picardi. Obiettivo di codesti novelli difensori della libertà di pensiero (la loro soltanto ovviamente) quello di far chiudere la Cripta Mussolini a Predappio.
Fa tanto male sapere a tali signori che la tomba del Duce è, dopo quella di Padre Pio, la tomba più visitata al mondo segno questo di un vivo ricordo nel popolo italiano della figura di Benito Mussolini. Per questo motivo va, secondo loro, chiusa: dove non arriva l’arroganza di queste persone?
Per tali signori, ci perdoni chi signore lo è veramente, la visita alla tomba di Mussolini rappresenta “uno spregio alla costituzione italiana”. Esilarante! Avete capito bene: altro che finanziaria, disoccupati e famiglie che non arrivano alla fine del mese: il problema italiano è la tomba del Duce!
Gente al limite della realtà nelle cui parole persiste un immenso odio per un uomo morto ormai settanta anni fa: “La Cripta di Predappio che raccoglie la salma di Mussolini ne è il cuore nero e deve essere eliminata. Chiusa definitivamente al pubblico.” Allucinante!
Forse i sedicenti artisti sono stati inspirati dalla sorte della tomba di Rudolph Hess le cui ceneri sono state riesumate qualche mese fa e disperse in mare e la tomba distrutta oppure la proposta è stata partorita probabilmente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti che spero e credo non abbia seguito: in caso contrario saremo in tantissimi a difendere la tomba del Duce dovesse questa essere l’ultima battaglia a difesa di una storia e di quella verità che in Italia è stata barbaramente violentata dall’ignoranza, arroganza e stupidità di gente come Deva e Picardi. 
Dunque, NESSUNA LUCE MIO DUCE per questo paese di vigliacchi, di ladri e arraffoni, di truffatori e gente affamatrice del popolo; di mantenuti dallo Stato come i due signori di cui sopra che abusano del titolo di artista per fare sfoggio di tali brutturie definite “opere d’arte” da esporre in quella Biennale lanciata dal Fascismo e che ancora oggi vive con i soldi pubblici.
Già appunto soldi pubblici: ecco a cosa servono! Basterebbero questi sprechi per violare la legge, altro che visitare una tomba! Deva e Picardi: una sola parola: vergognatevi e tornate al vostro anonimato. L’ora di notorietà, grazie al Duce,  è già finita.

giovedì 8 settembre 2011

Italya sotto Attacco!


PILLOLE DI ATTUALITA’
di Giuseppe Minnella

Continuano puntuali e quotidiani i ceffoni all’Italia ormai in rotta sotto tutti i punti di vista! Sotto a chi tocca quindi.
La Bank of America – Merrill Lynch accusa l’Italia di aver perso credibilità.
Ci ragioni un attimo, pensi sia vero con i politici che abbiamo ma ad un tratto sussulti.
“CHI?? CHI CI ACCUSA DI AVER PERSO CREDIBILITA’???”
La Merrill Lynch??? La principale banca dalla quale nacque la crisi mondiale del 2008 e che fallì nel volgere di una notte?? La stessa banca che fino al giorno prima pagava e strapagava manager, aerei privati, festini ed ogni più sfrenato lusso e che poi è stata sommersa dalla sua stessa speculazione??
In un mondo che si rispetti la Merrill Lynch avrebbe dovuto attendere almeno 2 millenni prima di poter criticare l’ultimo degli stati africani ed invece parte forte la bordata all’Italia.
Non solo! Per attaccarci cita Moody’s, la società di rating che ha messo sotto osservazione il nostro debito pubblico.
CHI?????? – si domanderebbe ancora sbigottito e sgranando gli occhi l’ultimo dei fessi al mondo.
Moody’s?? Una di quelle società che il giorno prima del crack del 2008 quotava la Merrill Lynch e le altre banche americane con la tripla A? AAAAHHHHHHHHHH!!
Davvero non c’è contegno da parte di questi signori speculatori, affamatori del mondo e spregevoli manovratori finanziari. Non solo! Questi usurai si arrogano il diritto di stabilire se un Governo debba o meno rimanere in carica suggerendo a quello italiano le dimissioni!!
Certamente questo Governo è ridicolo ma non è ammissibile che una banca, americana per giunta e creatrice della grande crisi globale, si possa arrogare tale diritto!
Da tempo sappiamo che le elezioni sono uno strumento inutile.
La finanza internazionale riesce a manipolare le classi politiche ed i paesi a prescindere da chi li governa.
Perché spendere dunque centinaia di milioni di euro per le elezioni?
Il prossimo Governo facciamolo nominare da Soros, Merrill Lynch e Company!

Napoli, 8 Settembre 2011

mercoledì 7 settembre 2011

Italiani razzisti, gli altri buonisti?


PILLOLE DI ATTUALITA’
di Giuseppe Minnella

Sapete chi è Thomas Hammarberg? Probabilmente ai più questo nome non dirà niente ma da oggi il sessantanovenne svedese commissario europeo per i diritti umani si aggiunge alla lunga lista di coloro che in questi giorni stanno prendendo a sberle sonanti il paese di Pulcinella ovvero l’Italia.
Basta con gli slogan razzisti!” – è stato il rimprovero di Hammarberg ai nostri politici, diventati ormai lo zimbello di mezzo mondo, il quale ha anche aggiunto che negli ultimi tre anni, ovvero dal 2008 anno di elezione di questo Governo, nulla è stato fatto per garantire i diritti di rom e immigrati.
Chissà se il signor Hammarberg ha redarguito allo stesso modo gli inglesi che hanno chiuso le frontiere ai cittadini rumeni e sono usciti unilateralmente da Schengen così come la Danimarca; chissà se lo stesso è stato fatto con Sarkozy che ha espulso e rimpatriato (o spedito in Italia) i Rom; chissà che reprimende contro la Spagna che spara ai profughi africani!
-         NIENTE DI TUTTO QUESTO   -
Esemplare ancora la collaborazione pressoché nulla degli stati Europei nel gestire l’emergenza di una guerra, quella libica, scoppiata proprio grazie alle sobillazioni, traffici d’armi e soldi ai dissidenti del regime di Gheddafi da parte di Francia e Gran Bretagna che nulla hanno fatto per le rivolte scoppiate nelle proprie ex-colonie (Algeria, Marocco, Tunisia, Egitto) ma sono state lestissime nel crearne una e nell’attaccare quella ex-italiana dove erano tagliati fuori dagli affari economici.
Come non garantire infatti i propri diritti al rom albanese (ubriaco, senza patente e con 2 decreti di espulsione in tasca) che un paio d’anni fa ha ucciso, alla guida di un furgone, 4 bambini e già dopo una settimana se ne stava a prendere il sole sul terrazzo di un residence pagato dallo Stato?

Di certo lo schiaffo del sig. Hammarberg è l’ultimo ricevuto in ordine di tempo (nel momento in cui scriviamo! Ne stiamo prendendo talmente tanti da perdere il conto). A questo ti aspetti una risposta dura e compatta dei nostri politici a difesa dell’orgoglio nazionale e di quello proprio (come avviene negli altri paesi) e invece ti devi sorbire un Leoluca Orlando di Idv che rincara la dose parlando di “politica xenofoba e razzista del Governo” screditando sempre di più il nostro paese.
Chiedetevi cosa succederebbe se lanciassimo noi tali accuse (sarebbero certamente molto più lecite) a Francia o Gb: saremmo fortunati a non avere bombardate città, piazze e palazzi; l’orgoglio, quello ce lo hanno raso al suolo ormai da tempo.

Napoli, 7 settembre 2011