mercoledì 7 settembre 2011

Italiani razzisti, gli altri buonisti?


PILLOLE DI ATTUALITA’
di Giuseppe Minnella

Sapete chi è Thomas Hammarberg? Probabilmente ai più questo nome non dirà niente ma da oggi il sessantanovenne svedese commissario europeo per i diritti umani si aggiunge alla lunga lista di coloro che in questi giorni stanno prendendo a sberle sonanti il paese di Pulcinella ovvero l’Italia.
Basta con gli slogan razzisti!” – è stato il rimprovero di Hammarberg ai nostri politici, diventati ormai lo zimbello di mezzo mondo, il quale ha anche aggiunto che negli ultimi tre anni, ovvero dal 2008 anno di elezione di questo Governo, nulla è stato fatto per garantire i diritti di rom e immigrati.
Chissà se il signor Hammarberg ha redarguito allo stesso modo gli inglesi che hanno chiuso le frontiere ai cittadini rumeni e sono usciti unilateralmente da Schengen così come la Danimarca; chissà se lo stesso è stato fatto con Sarkozy che ha espulso e rimpatriato (o spedito in Italia) i Rom; chissà che reprimende contro la Spagna che spara ai profughi africani!
-         NIENTE DI TUTTO QUESTO   -
Esemplare ancora la collaborazione pressoché nulla degli stati Europei nel gestire l’emergenza di una guerra, quella libica, scoppiata proprio grazie alle sobillazioni, traffici d’armi e soldi ai dissidenti del regime di Gheddafi da parte di Francia e Gran Bretagna che nulla hanno fatto per le rivolte scoppiate nelle proprie ex-colonie (Algeria, Marocco, Tunisia, Egitto) ma sono state lestissime nel crearne una e nell’attaccare quella ex-italiana dove erano tagliati fuori dagli affari economici.
Come non garantire infatti i propri diritti al rom albanese (ubriaco, senza patente e con 2 decreti di espulsione in tasca) che un paio d’anni fa ha ucciso, alla guida di un furgone, 4 bambini e già dopo una settimana se ne stava a prendere il sole sul terrazzo di un residence pagato dallo Stato?

Di certo lo schiaffo del sig. Hammarberg è l’ultimo ricevuto in ordine di tempo (nel momento in cui scriviamo! Ne stiamo prendendo talmente tanti da perdere il conto). A questo ti aspetti una risposta dura e compatta dei nostri politici a difesa dell’orgoglio nazionale e di quello proprio (come avviene negli altri paesi) e invece ti devi sorbire un Leoluca Orlando di Idv che rincara la dose parlando di “politica xenofoba e razzista del Governo” screditando sempre di più il nostro paese.
Chiedetevi cosa succederebbe se lanciassimo noi tali accuse (sarebbero certamente molto più lecite) a Francia o Gb: saremmo fortunati a non avere bombardate città, piazze e palazzi; l’orgoglio, quello ce lo hanno raso al suolo ormai da tempo.

Napoli, 7 settembre 2011

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