venerdì 28 ottobre 2011

28 Ottobre - Marcia su Roma: Nostalgici? Semmai “RimpiantiCI”

Il 28 ottobre 1922 una nuova alba si affacciava all’orizzonte del paese Italia: per 23 anni il paese conoscerà riforme sociali, strutturali ed economiche senza pari nella propria storia. Per noi che studiamo quel periodo e ne riprendiamo gli insegnamenti, le riforme, i principi di giustizia ed equità sociale, l’accusa quotidiana mossa dall’ignoranza collettiva dilagante è quella di essere “nostalgici”. Ma quali nostalgici signori miei: violentando la lingua italiana, potremmo definirci semmai “rimpiantici o rimpiantisti”.

Sono quelli infatti gli anni della costruzione, di sana pianta, del modello italiano di Stato Sociale invidiato da tutti i popoli del mondo e che portò il popolo italiano ad un livello di benessere e giustizia sociale mai esistito prima nella storia. Pensioni di vecchiaia, tutela dei lavoratori come mai in passato, dalll’invenzione della oggi purtroppo famosa “Cassa Integrazione” agli assegni famigliari, dai sussidi di disoccupazione agli aiuti (veri) alle famiglie. E poi i tanti nuovi ospedali e la sanità gratuita per tutti, l’invenzione tutta fascista del “dopolavoro” per favorire le relazioni sociali e dare un significato a quella vita che smetteva di essere dopo secoli una “quotidiana lotta per la sopravvivenza”. Gli italiani, anche quelli delle famiglie meno abbienti, imparavano a conoscere le gite fuori porta, i fine settimana nelle località turistiche grazie agli sconti che il regime praticava loro. Era un’ Italia più giusta in cui giorno dopo giorno apriva un’industria, si faceva una scoperta scientifica, si primeggiava con le altre potenze mondiali senza che nessuno potesse ridere di noi, anzi!

In pochi anni il Fascismo e il suo Duce (che noi vogliamo ricordare oggi, anniversario della Marcia su Roma, come unico artefice e ispiratore di quel modello di Italia), Sua Eccellenza Cavaliere d’Italia Benito Andrea Amilcare Mussolini, divennero ammirati in tutto il mondo fino ad ispirarne mediocri tentativi di replica (regimi chiamati "fascisti" dagli storici.. delle falsità forse). Altri paesi invece, patria del capitalismo sfrenato o del comunismo, guardavano a quella Italia fascista come una minaccia del loro ordine mondiale: minaccia da abbattere con la guerra!

Il consenso in Italia, che oggi bandiscono come falso o pervaso dalla minaccia delle armi (ridicoli!), toccava vette che mai nessun altro governo al mondo, democratico e non, è stato in grado di replicare.

Oggi 28 ottobre 2011 la situazione è mutata tantissimo: viviamo in un paese sull’orlo del collasso, alla mercè quotidiana di speculatori della finanza internazionale, massoni , criminali dai colletti bianchi. Viviamo in un paese in cui la sanità costa molto più rispetto al passato ma garantisce molte meno prestazioni proprio perché siamo diventati un paese di mazzettari. Il lavoro che nobilitava l’uomo fascista oggi affatica quello moderno facendogli preferire “vie alternative” al fine di raggiungere il benessere singolo a discapito di quello della collettività.

Lo Stato sociale italiano costruito dal fascismo da modello è diventato un calderone pieno di costi e sprechi che più nulla garantisce alla popolazione se non miseria ed abbandono. Lo hanno letteralmente distrutto! La via d’uscita da questa situazione non riguarda l’economia ma le persone, la loro qualità e rettitudine morale: elementi che l’attuale classe dirigente (politica, amministrativa, economica) ha ben dimostrato di non possedere assolutamente.

PS. Qualche settimana fa ho assistito ad un talk show tra giovani da un lato e niente di meno che Romano Prodi dall’altro: si uno dei faccendieri della Goldman Sachs. Il tema? Lo Stato sociale. Hanno citato tutto! Anche le terre date ai soldati durante l’impero Romano ma niente riguardo al Fascismo! Certo, come fa a parlare di Stato sociale uno di quegli esseri (mi riservo il termine “umano” per altri usi) che ha venduto il paese e distrutto quello stato sociale di cui intendeva parlare?

I signori de La 7 invitino noi in trasmissione: daremo noi a quei giovani una seria lezione di ciò che è stato il “Welfare” in Italia a differenza di quello squalo travestito da politico nonnetto e pensionato.

Dovrebbe solo vergognarsi. Riguardo noi? Non nostalgici, chiamateci "Rimpiantici".

venerdì 21 ottobre 2011

Non sei comunista? Non puoi manifestare!

Manifestazioni, scioperi, proteste sono diventati ormai quotidiani in Italia tanto che il loro continuo perpetrarsi ha svuotato di significato ed effetti concreti tali strumenti a disposizione del cittadino e del lavoratore.
Protestano tutti per tutto. Dai precari ai disoccupati, dai giovani ai più anziani ogni giorno tra le notizie dei tg ascoltiamo di qualcuno che ha cercato di esprimere il proprio malumore.
C’è qualcosa di strano però in queste manifestazioni: per qualsiasi cosa si scioperi, anche per cortei e presidi non organizzati né da sindacati né da partiti ecco spuntare bandiere dell’Unione Sovietica, di Rifondazione Comunista, di Sel etc. Inesistenti, se non in piccole nicchie della società, sempre presenti e protagonisti tra proteste e tafferugli.
Anche la manifestazione di sabato scorso era nata da un movimento di protesta; gli indignati italiani volevano manifestare senza partiti, senza sindacati, senza dunque organizzazione che volessero mettere il cappello politico sperando di estorcere voti e visibilità. E invece eccole lì le bandiere dei NO-TAV, quelle di Rifondazione Comunista, dei Cobas e di tutte quelle sigle violente della sinistra più becera pronte a menar le mani ancora una volta.
Ormai non è più possibile protestare per qualsiasi cosa che subito spuntano come funghi questi parassiti che spesso e volentieri appoggiano quei movimenti violenti che fanno si che manifestazioni pacifiche si trasformino in battaglie. D’altronde i messaggi di Indimedia sono chiari: tali movimento conoscono i violenti, li foraggiano, li supportano e gli danno copertura.
Tali soggetti impediscono di fatto alla gente comune di protestare pacificamente e seriamente. Gli indignati italiani sono infatti solo quelli che hanno manifestato a Roma sabato? No, oggi gli indignati italiani sono molti di più. Cosa pensate sia infatti l’oltre 40% di popolazione che non esercita più il diritto di voto?
Per risolvere i propri problemi il popolo italiano non dovrebbe mandare a casa solo il Governo ma dovrebbe accompagnare ad esso l’opposizione, i “Responsabili” e tutti coloro che da decenni si annidano tra gli scranni del Parlamento agendo a modo di sanguisughe nei confronti del popolo italiano. E sicuramente movimenti come Rifondazione Comunista e centri sociali vanno chiusi e dichiarati fuorilegge.

Oggi più che mai in Italia serve Ordine e Disciplina.

sabato 15 ottobre 2011

Centro, Sinistra e Comunisti alla ricerca del colpo di stato


Dal punto di vista della dottrina chiamarli “Comunisti” o politici di “sinistra” è certamente errato ma in tali partiti si riconoscono e/o si collocano quei soggetti che oggi, anno 2011, cercano di portare un colpo di stato in Italia.
Qualunque sia il motivo della protesta sia esso dalla scuola all’università, dalla Fiat alla Fincantieri, dalle banche alle proteste politiche nei confronti del Governo queste sono caratterizzate da un unico e forte colore politico che inquina e svela la non spontaneità delle stesse.
Fronde violente attaccano istituzioni e non perdono occasione per scagliarsi contro un Governo del  quale non vogliamo prendere le difese. Toni decisamente maleducati si alzano ogni giorno da un’opposizione che chiama puntualmente le dimissioni di un Governo eletto dal popolo. Di Pietro ha più volte chiamato il “morto”, Bersani ha perso cognizione della lingua italiana ripetendo l’unica parola che gli è possibile rigurgitare in questo momento: “dimissioni”.
Per la prima volta nella storia d’Italia una minoranza cerca, con ogni mezzo ed incurante della grave situazione internazionale, di fare un grave sgambetto al Governo ed al paese accecata dall’odio e dalla perenne frustrazione di inferiorità nei confronti di Silvio Berlusconi.
Molte aziende stanno chiudendo e sono in difficoltà. Migliaia di lavoratori ogni giorno rischiano di finire sulla strada ma per costoro la colpa è da ricercare solo ed esclusivamente nel Governo. 
Perché non si protesta invece contro quegli imprenditori che hanno delocalizzato all’estero le loro produzioni e licenziato in Italia? Perché non si protesta contro quei colleghi che stanno per 300 giorni all’anno in malattia? Perché non si protesta contro i manager che mandano i lavoratori in cassa integrazione ma hanno Yacht parcheggiati in banchina ed elicotteri pronti al decollo?
E intanto nelle grandi e piccole fabbriche, le stesse dove si protesta, per esperienza e conoscenza quotidiana possiamo affermare che esistono migliaia di “lavoratori” che sarebbe meglio chiamare “LAVATIVI” che alzano ben poche volte il pollice dalla mattina alla sera certi che per loro ci sarà qualcun altro a lavorare e a garantire il giorno 27. In caso contrario giù contro il Governo!
Basta siamo stanchi di assistere a queste cose ed essere sopraffatti da questi fannulloni giovani e non che rappresentano un vero e proprio insulto per l’Italia che REALMENTE lavora, per i milioni di VERI operai che si spezzano la schiena più del dovuto proprio per coprire ciò che tali PARASSITI non fanno. Molte aziende infatti hanno perso o non hanno commesse: per quale motivo? E perché le poche che hanno non vengono mai consegnate in tempo ma sempre in costante ritardo? C’è poco lavoro e quel poco viene pure consegnato tardi? Qualcosa non torna!
Da Roma a Milano, da Napoli a Torino esistono raggruppamenti e sacche di violenza spropositata perpetrata da collettivi studenteschi, centri sociali, gruppi autonomi di vetusti comunisti che rappresentano un pericolo per questo paese e vengono usati dai movimenti di sinistra come mano armata in grado di portare scompiglio nelle città, nelle istituzioni riuscendo ad inquinare qualsiasi gruppo spontaneo di cittadini si costituisca per questo o quel motivo.
Tutte le scuse, e proteste, diventano buone dunque per creare scompiglio e ricatti nei confronti del Governo.
Se la credibilità dell’Italia a livello internazionale è crollata la colpa non è solo di Berlusconi, certamente il maggior colpevole insieme alla sua cricca, ma buona parte è detenuta da quella sinistra che anziché difendere il paese all’esterno e fare i conti in casa propria si affianca ai detrattori d'oltralpe ed accentua le critiche danneggiando ancor di più il paese e la sua immagine.

Difendere lo Stato Sociale.
Difendere il Sistema Italia dagli speculatori e finanzieri internazionali.
Difendere il lavoro e i veri lavoratori.
Queste le tre direttive per salvare il paese e farlo uscire dalla crisi. Tutto il resto è noia!

martedì 4 ottobre 2011

Spettacolo per Amanda, oblio per Carlo.


PILLOLE DI ATTUALITA’
di Giuseppe Minnella

In Italia ogni anno avvengono centinaia di omicidi ma i più attenti negli ultimi 5-6 anni ne avranno notati non più di una decina. Tra questi l’omicidio di Meredith la studentessa inglese uccisa a Perugia, Sarah Scazzi ad Avetrana, Yara Gambirasio e qualche altro giunto chissà perché ad una tragica ribalta di quella cronaca televisiva che ben poco rispetta il dolore dei famigliari e rende gli assassini, o presunti tali, più famosi di una pop-star!
Dal giorno dell’omicidio inizia cosi l’assillamento dei media che ci tartassano di notizie inutili, del Dna di tizio sulla pelle di Caio, del capello di una donna rinvenuto chissà dove e chissà quando. Famoso l’ormai eterno plastico di Bruno Vespa che varia di puntata in puntata, ops di omicidio in omicidio. Francamente tale corsa al terrore, alla scoperta del violento  e misterioso omicida non ha mai attratto la mia attenzione.
Il silenzio più assoluto circonda invece ormai da anni un uomo che è ancora vivo e vegeto ma che sta marcendo all’interno di un carcere americano. Il suo nome è Carlo Parlanti, italiano, arrestato a Duesseldorf nel 2004 e detenuto per quasi un anno fino a quando nel Giugno 2005 viene trasferito negli Stati Uniti per un’accusa di stupro. Da allora si ritrova rinchiuso in un carcere della California.

Non voglio soffermarmi sulla vicenda e sui suoi particolari scandalosi che potrete trovare su internet sul sito nato e curato dalla sorella che da anni conduce la sua solitaria battaglia moralmente sostenuta soltanto da quei pochi curiosi internauti che hanno letto di Carlo.
Della vicenda se ne è occupato per primo il segretario nazionale della Fiamma Tricolore Luca Romagnoli nel 2006 quando era ancora parlamentare europeo  e portò all’attenzione, sorda, dei politici italiani il caso di questo connazionale da 2 anni ingiustamente rinchiuso in carcere tedesco prima e americano poi.  Ci hanno provato pure Beppe Grillo (2010) e qualche altro volenteroso come Miro Renzaglia. Tutto vano.
E i media americani? Hanno detto di tutto sull’Italia che imprigionava Amanda knox la studentessa americana condannata in primo grado per l’accusa di omicidio della coinquilina Meredith. Ci hanno dipinto come torturatori della brava ragazza di famiglia dagli occhi azzurri. Ieri è giunta tra tante proteste e dubbi l’assoluzione della Knox; un’assoluzione favorita certamente dall’influenza dei media e di una morbosa attenzione durata anni e anni!
Per Carlo Parlanti nessun speciale di Porta a Porta, nessun plastico da parte di Vespa, nessun esperto a Matrix o Quarto grado. Si sa, gli italiani innocenti non fanno notizia; nemmeno se stanno morendo a 10 mila chilometri da casa. Vergogniamoci tutti.

Giuseppe Minnella