sabato 15 ottobre 2011

Centro, Sinistra e Comunisti alla ricerca del colpo di stato


Dal punto di vista della dottrina chiamarli “Comunisti” o politici di “sinistra” è certamente errato ma in tali partiti si riconoscono e/o si collocano quei soggetti che oggi, anno 2011, cercano di portare un colpo di stato in Italia.
Qualunque sia il motivo della protesta sia esso dalla scuola all’università, dalla Fiat alla Fincantieri, dalle banche alle proteste politiche nei confronti del Governo queste sono caratterizzate da un unico e forte colore politico che inquina e svela la non spontaneità delle stesse.
Fronde violente attaccano istituzioni e non perdono occasione per scagliarsi contro un Governo del  quale non vogliamo prendere le difese. Toni decisamente maleducati si alzano ogni giorno da un’opposizione che chiama puntualmente le dimissioni di un Governo eletto dal popolo. Di Pietro ha più volte chiamato il “morto”, Bersani ha perso cognizione della lingua italiana ripetendo l’unica parola che gli è possibile rigurgitare in questo momento: “dimissioni”.
Per la prima volta nella storia d’Italia una minoranza cerca, con ogni mezzo ed incurante della grave situazione internazionale, di fare un grave sgambetto al Governo ed al paese accecata dall’odio e dalla perenne frustrazione di inferiorità nei confronti di Silvio Berlusconi.
Molte aziende stanno chiudendo e sono in difficoltà. Migliaia di lavoratori ogni giorno rischiano di finire sulla strada ma per costoro la colpa è da ricercare solo ed esclusivamente nel Governo. 
Perché non si protesta invece contro quegli imprenditori che hanno delocalizzato all’estero le loro produzioni e licenziato in Italia? Perché non si protesta contro quei colleghi che stanno per 300 giorni all’anno in malattia? Perché non si protesta contro i manager che mandano i lavoratori in cassa integrazione ma hanno Yacht parcheggiati in banchina ed elicotteri pronti al decollo?
E intanto nelle grandi e piccole fabbriche, le stesse dove si protesta, per esperienza e conoscenza quotidiana possiamo affermare che esistono migliaia di “lavoratori” che sarebbe meglio chiamare “LAVATIVI” che alzano ben poche volte il pollice dalla mattina alla sera certi che per loro ci sarà qualcun altro a lavorare e a garantire il giorno 27. In caso contrario giù contro il Governo!
Basta siamo stanchi di assistere a queste cose ed essere sopraffatti da questi fannulloni giovani e non che rappresentano un vero e proprio insulto per l’Italia che REALMENTE lavora, per i milioni di VERI operai che si spezzano la schiena più del dovuto proprio per coprire ciò che tali PARASSITI non fanno. Molte aziende infatti hanno perso o non hanno commesse: per quale motivo? E perché le poche che hanno non vengono mai consegnate in tempo ma sempre in costante ritardo? C’è poco lavoro e quel poco viene pure consegnato tardi? Qualcosa non torna!
Da Roma a Milano, da Napoli a Torino esistono raggruppamenti e sacche di violenza spropositata perpetrata da collettivi studenteschi, centri sociali, gruppi autonomi di vetusti comunisti che rappresentano un pericolo per questo paese e vengono usati dai movimenti di sinistra come mano armata in grado di portare scompiglio nelle città, nelle istituzioni riuscendo ad inquinare qualsiasi gruppo spontaneo di cittadini si costituisca per questo o quel motivo.
Tutte le scuse, e proteste, diventano buone dunque per creare scompiglio e ricatti nei confronti del Governo.
Se la credibilità dell’Italia a livello internazionale è crollata la colpa non è solo di Berlusconi, certamente il maggior colpevole insieme alla sua cricca, ma buona parte è detenuta da quella sinistra che anziché difendere il paese all’esterno e fare i conti in casa propria si affianca ai detrattori d'oltralpe ed accentua le critiche danneggiando ancor di più il paese e la sua immagine.

Difendere lo Stato Sociale.
Difendere il Sistema Italia dagli speculatori e finanzieri internazionali.
Difendere il lavoro e i veri lavoratori.
Queste le tre direttive per salvare il paese e farlo uscire dalla crisi. Tutto il resto è noia!

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