martedì 29 novembre 2011

Una battaglia vinta dalla Fiamma Reggina!

Finalmente una buona notizia per le famiglie dei disabili reggine; con orgoglio possiamo oggi affermare che il servizio di trasporto per i ragazzi disabili che sarebbe dovuto giungere a termine il 31 dicembre sarà rinnovato per un altro anno permettendo cosi alle oltre 200 famiglie che usufruiscono del servizio di risolvere molti di quei problemi che già si stavano affacciando all'orizzonte del nuovo anno.

La cessazione del servizio avrebbe infatti danneggiato tantissime famiglie in cui entrambi i coniugi lavorano costringendo le stesse ad ulteriori spese per l'assistenza dei propri figli in un contesto economico già di per sé estremamente difficile.

Grazie all'impegno della Fiamma Tricolore e del suo Coordinatore Comunale Emanuel Azzarà che ha lavorato in sinergia con il settore preposto, con la dirigente Dott. Stracuzza e interessando le stesse famiglie si è reso possibile il raggiungimento di tale traguardo in un momento in cui le casse del comune non permettono spesso nemmeno le spese per l'ordinaria amministrazione.
Proprio per tali difficoltà sono state vagliate alcune alternative al servizio di trasporto tutte però scartate. L'impegno e la mediazione ha però portato all'elaborazione di un progetto che con una spesa minima (e risparmio notevole rispetto agli anni passati) non solo garantirà il servizio ma si lavorerà pure per il rinnovo dei mezzi sui quali trasportare i ragazzi disabili che fino all'anno scorso, e noi lo abbiamo denunciato diverse volte, erano in condizioni pietose e spesso non osservavano le benchè minime condizioni di sicurezza!
Il sollecito quotidiano, l'ostinazione della Fiamma e la professionalità della dirigente preposta hanno consentito il superamento di quelle lungaggini burocratiche giungendo alla formulazione rapidissima di un progetto snello ed economico che soddisferà le esigente delle famiglie interessate.
Ciò ha consentito la pubblicazione del bando per l'assegnazione del servizio che dal 1 gennaio 2012 sarà di nuovo disponibile.
Un ringraziamento particolare va al sindaco Demetrio Arena per l’attenzione e sensibilità dimostrata ma soprattutto alla dirigente del settore Dott. Stracuzza la quale è stata sempre disponibile al dialogo e al confronto dimostrandosi una vera professionista cercando di venire incontro alle esigenze ed ai bisogni delle famiglie dei disabili.

Questa è la politica che piace alla Fiamma Tricolore (!!) che senza poltrone riesce spesso ad essere più incisiva di chi è invece predisposto a svolgere determinati ruoli e ne ha dunque i mezzi. E' la politica di un partito che disinteressandosi completamente dei propri insuccessi elettorali continua imperterrito sulla strada della socialità volto alla realizzazione di quegli scopi superiori che dovrebbe avere la politica.
Adesso l'impegno della Fiamma Tricolore nel campo dei diversamente abili sarà rivolto a quel piccolo sogno prospettato già in campagna elettorale e presentato a suo tempo al sindaco Arena ovvero la creazione di una piscina per disabili già da diversi anni richiesta da tantissime famiglie.

Dott. Luca Taveri
Addetto Stampa e Portavoce
Fiamma Tricolore Reggio Calabria
www.fiammareggio.it

mercoledì 23 novembre 2011

Napolitano: Ci sono un Italiano, un marocchino, un tedesco e un francese....

Fino a ieri iniziavano così le barzellette che ci si raccontava da bambini e nelle quali l'Italiano era sempre il tipo furbo che alla fine la scampava.

Fino a ieri appunto: oggi l'ennesimo disturbo di senilità presidenziale ci ha fatto intravedere della tragica realtà in quella che è stata sempre una barzelletta.
Il purtroppo ancora presidente della Repubblica delle Banane Giorgio Napolitano è intervenuto (ultimamente interviene su tutto!!!) sulla questione riguardante i figli di immigrati che nascono in Italia e secondo il quale gli stessi debbono avere fin da subito la cittadinanza italiana.
Insomma: nasci sul suolo italiano? Sei Italiano!
Immaginate se tale legge venisse approvata in tutti i paesi d'Europa: spesso molte famiglie di immigrati arrivano in Italia ma poi si trasferiscono diverse volte in Francia, Germania, etc.
Supponiate che la coppia prolifichi almeno un figlio in ciascun di questi paesi i genitori non sappiamo cosa sarebbero ma di certo i figli si. Avremmo un Francese, un tedesco e un Italiano.
Con un solo problema: questa non è una barzelletta.

Una nota a margine: molti stranieri, giustamente, vogliono conservare la loro nazionalità.
Di essere o diventare italiani (ricordiamo che ITALIANI SI NASCE!) a loro non frega proprio niente! Pensasse questo il presidente italiano.
Io stesso dovessi andare a vivere all'estero non rinuncierei a rimanere sempre e comunque italiano nonostante gente come Napolitano!
Sorpreso dai Tg italiani che intervistavano solo ed esclusivamente cinesi dall'accento romanesco o altre persone felicissime di poter diventare italiani oggi ho posto la domanda ad una decina di extracomunitari: ebbene nessuno, tranne uno, ha manifestato tale morbosa voglia di diventare italiano esprimendo con orgoglio l'appartenenza al proprio paese. Onore a loro.

L'ultimo, quello dubbioso in uno stentato italiano cosi ribatteva: basta che ho mangiare posso essere pure italiano, francese, marocchino...quello che vuoi cugino!
Ancora una volta VERGOGNA per i mass media italiani.

Per concludere: un consiglio e un auspicio per Napolitano; speriamo di vederlo presto presidente del Burkina Faso!

lunedì 21 novembre 2011

Piazza Almirante: a Reggio presto realtà!

E' stata presentata sabato mattina l'iniziativa della Fiamma Tricolore di Reggio Calabria e del movimento Gioventù della Fiamma volta all'intitolazione di una piazza del capoluogo reggino al compianto segretario del Movimento Sociale Italiano Giorgio Almirante.

Alla conferenza stampa di presentazione erano presenti tanti giovani, segno questo di un partito più vivo che mai in riva allo Stretto, ai quali si sono aggiunti molti di coloro che Almirante ebbero davvero la fortuna di conoscerlo non solo dai racconti dei propri genitori.
Dopo l'intervento di apertura è toccato a Francesca Latella, coordinatrice femminile del partito leggere una breve storia della vita di Almirante seguita dal vice segretario provinciale Antonio Giordano, tesserato da 40 anni al Msi prima e alla Fiamma poi, che ha tracciato un profilo umano di quel segretario umile e ben voluto da tutti come Almirante era.
E' toccato al senatore Renato Meduri chiudere l'incontro con un tuffo nel passato ricordando la figura di Almirante e raccontando vari aneddoti vissuti in prima persona esaltando il ruolo che Almirante ebbe nella vita di Reggio Calabria città che lo aveva praticamente adottato all'indomani della Rivolta di Reggio del 1970.
Sarà infatti Almirante a difendere spesso e volentieri la città di Reggio e tantissimo sarà il tempo che vi passerà da quell'anno in poi.

Obiettivo dichiarato della Fiamma Tricolore è quello di raccogliere entro dicembre il numero di 1500 firme andando ben al di là delle 500 richieste dal regolamento approvato anni fa dal consiglio comunale.
Una volta che ciò sarà fatto verrà organizzato un grande convegno durante il quale alla presenza di donna Assunta verranno consegnate nelle mani del sindaco le firme raccolte affinchè la volontà popolare si tramuti in realtà e doni ad un uomo come Almirante quel riconoscimento che gli spetta di diritto.

A tutti i Camerati chiediamo dunque una mano d'aiuto affinchè finalmente si possa riconoscere a chi ha fatto la nostra storia ciò che da sempre gli viene negato: la memoria.
Forse una piazza sarà ben poco ma per noi sarà comunque qualcosa di grande.

domenica 13 novembre 2011

12 NOVEMBRE 2011: COLPO DI STATO IN ITALIA!


Questo blog è di proprietà del sito www.ilduce.net - Direttore Resp. Giuseppe Minnella

I più informati sanno bene che dall'aprile 1945 questo paese rappresenta una colonia. Niente di nuovo da questo punto di vista.
Quello che sta accadendo in questi giorni però non era mai stato osato in passato. Cade Berlusconi dunque, non lo rimpiangiamo di certo vista l'inutilità della sua politica. Era però un presidente del Consiglio eletto dal popolo.
Oggi l'Italia si arrende ancora una volta ai poteri forti, al potere finanziario.
Lo spread, i mercati, gli usurai della Goldman & Sachs e delle altre banche d'affari americane e sioniste hanno messo le mani sull'Italia per trarne facili guadagni da quel suo popolo risparmiatore che adesso vedono come una miniera d'oro da cui attingere a piene mani in questo tempo di crisi in cui nulla hanno più da spremere dalle indebitatissime famiglie americane e inglesi.

E Monti sia! Un altro uomo della finanza, un altro apolide che non conosce patria se non quella del soldo da cui viene ripagato.

Dunque non solo tali signori hanno dimostrato di poter incidere sulle politiche di un governo, cosa ormai risaputa, ma hanno palesato il fatto di poter sostituire i governi a loro piacimento e di poterne scegliere addirittura il successore!
Questo il messaggio che è passato: "cari Italiani, eleggete pure chi vi pare, sarà sempre un governo nostro amico e quando non ci andrà più bene lo faremo cadere e metteremo noi chi ci pare". Il ragionamento non fa una grinza. Per loro.
Non avendo più a disposizione la maggioranza, dopo aver resistito per mesi alla speculazione e allo spread, Berlusconi ha dovuto annunciare le sue dimissioni a cui però veniva data una scadenza (il varo della legge di stabilità, altro dictat europeo). Berlusconi quindi era ostinato a resistere per andare al voto: era chiaro il no a Monti. Il giorno dopo, nonostante la promessa di dimissioni, la borsa crolla e Mediaset fa peggio -10% in un giorno!
Era l'ultimatum a Silvio: te ne devi andare adesso! Subito, altrimenti spappoliamo il tuo impero. Cosi Berlusconi cambia subito idea e diventa favorevole al governo Monti.

E ieri lo spettacolo indecente delle piazze romane in cui centinaia di ignoranti tra indignati, popolo viola, arancione, giallo, blu e altre stronzate simili avrebbero voluto linciare Berlusconi e allo stesso tempo chiedevano a Di Pietro di appoggiare il governo Monti.
Questi idioti comunistelli ignoranti stavano facendo il tifo per ciò che dichiarano di combattere: gli affamatori del mondo, la finanza internazionale, gli speculatori e i banchieri.
Inutili ignoranti creati da 60 anni di antifascismo becero che ha creato una classe di inetti.
Ieri un cancro per l'Italia è andato via; oggi arriverà la morte.

E cosa è questo dunque se non un COLPO DI STATO?

Proponiamo qui quanto Benito Mussolini scriveva quasi 70 anni fa: aveva già allora capito tutto.
‎"Tutto sarà fatto nel nome della democrazia, della giustizia e della libertà, un paravento dietro il quale si nascondono gli interessi del più sudicio capitalismo, venga questo da Londra, da New York o da Mosca. Il popolo italiano vivrà un periodo amarissimo, che vedrà scardinati tutti i principi dell’onestà e della morale (...) Tutti avremo le nostre colpe, ma bisogna riconoscere che il destino è crudele. Noi, dopo tutto, non cercavamo che un pezzo di pane meno ingrato. Noi combattiamo per imporre una più alta giustizia sociale.
Gli altri combattono per mantenere i privilegi di casta e di classe. Noi siamo le nazioni proletarie che insorgono contro i plutocrati. Non può durare l’assurdo delle carestie artificiosamente provocate. Esse denunciano la clamorosa insufficienza del sistema.”

martedì 8 novembre 2011

Via Togliatti? Assassini, no grazie!

Era una mattina d'inverno del febbraio 1954.
A Vienna, ancora occupata dai Russi, arrivava sotto la neve un treno con stampigliato un pò ovunque la falce e martello, simbolo del socialismo sovietico. Da una carrozza scendono dodici italiani.
Sono gli ultimi a tornare a casa da una guerra che si era conclusa ben nove anni prima e che li aveva strappati da casa da oltre dodici. Ovviamente senza aver mai potuto né inviare né ricevere una lettera.
Sette di costoro sono dell'ARMIR, altri sono prigionieri civili italiani ex deportati in Germania che durante la conquista sovietica caddero dalla padella nella brace. Il loro "comandante" era il colonnello Nicola Russo che per un'ultima volta alla vista del funzionario italiano che era venuto a "ritirarli" chiamò l'attenti ai suoi uomini.
Dal libro di Arrico Petacco “L’Armata Scomparsa” ne conosciamo i nomi di tutti tranne uno. Eccoli:
Capitano Franco Magnani - div. Julia; Capitano Dante Jovine - Carabinieri; Maggiore Massa e Tenete Reginato del reggimento degli alpini “Cervino”; Il Cappellano della Celebre Pietro Algiani;

Di circa 90 mila prigionieri appena 10 mila ritornarono a casa. Degli altri non si saprà mai nulla.
Complici del massacro i comunisti italiani con il signor Ercole Ercoli (Palmiro Togliatti) a capo e tanti altri aguzzini come lui a cui oggi sono dedicate vie, piazze, strade. Costoro non solo torturarono gli italiani, e spesso fecero pressioni per sopprimerli, ma chiesero al governo sanguinario di Stalin di ritardarne il rimpatrio affinchè non potessero dire cosa avevano passato in quella terra d’inferno.
Sono oltre 70 mila gli italiani di cui non si conosce la fine, il luogo di morte e sulla cui speranza che tornassero prima o poi vivi confidarono migliaia di madri, mogli, figli.
La stessa si rivelerà vana e non darà loro pace per tutta la vita.
Il 9 novembre è l’anniversario della Caduta del Muro di Berlino. Ricordiamo quegli uomini che si batterono per l’Italia.

Dicevano: hanno intitolato ai criminali che si resero responsabili di questi crimini vie, strade, piazze, etc. Ci batteremo per farle ritirare: TUTTE!

lunedì 7 novembre 2011

Italia in piedi! E' tempo di lottare!

Inizio questo articolo con una premessa che è d'obbligo:nessuno pensi infatti che lo stesso sia scritto per simpatia particolare nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi o nel suo ministro dell'Economia Tremonti. Detto questo iniziamo.

Che il nostro premier esageri nelle sue dichiarazioni è cosa ormai ben nota. Molti gli contestano il fatto che questo Governo abbia nascosto la crisi dicendo che in Italia non era cosi grave. Io sono invece d’accordo con lui. Perché?
Perchè la crisi è nata dalla speculazione finanziaria e non è un caso che i paesi più colpiti siano Stati Uniti e Gran Bretagna, maestri nell'economia di carta. Se dunque l'Italia è un paese manifatturiero e dove la speculazione aveva poco terreno fertile per quale motivo è andata in crisi?

Le cause sono da ricercare in tutte quelle imprese che alle prime avvisaglie della crisi internazionale, dal 2008 in poi, hanno preso la palla al balzo per scappare dall'Italia e trasferire nell'est Europa o in Cina le loro solide aziende. Attenzione non parliamo delle aziende di chi lotta dalla mattina alla sera contro mercato, fisco, clienti, lavoratori etc. Parliamo di quelle aziende leader nello sfruttamento e nella strumentalizzazione, di quelle persone, come la Marcegaglia ad esempio, che criticano il governo per il condono e l’evasione fiscale ma poi sono i primi ad essere colti con le mani ancora nel sacco.E nossignore!

Molti di costoro hanno bloccato i macchinari e fatto ricorso alla cassa integrazione ancora quando producevano grandi utili. Tanti hanno licenziato senza che effettivamente la crisi si fosse fatta sentire su di essi. Da qui il passo per la crisi è stato breve.
Ecco la colpa del Governo: non essere intervenuto nel frenare questa speculazione da parte degli imprenditori, non riuscire a comunicare che l'Italia con la crisi non aveva nulla a che vedere; non mettere in campo gli strumenti adatti ad impedire il dilagare della psicosi; i festini avevano la precedenza.
A questo punto entra in scena la finanza internazionale americana ed inglese che per riprendersi dal collasso tenta un attacco all’euro e dunque cerca facili guadagni contro il sistema Italia attaccando quello che da questo punto di vista è il paese europeo più debole: ciò grazie ad una classe politica degna del circo di Moira Orferi. Ruolo? I pagliacci!
Se infatti questi vampiri del popolo italiano si coalizzassero e mostrassero un’unica linea di intenti l’Italia ne uscirebbe indenne e più forte di prima. E invece no: per colpa di questi infami, spesso ladri, stiamo bruciando decine di miliardi di euro pubblici in quanto il loro fine unico non è il benessere del popolo italiano ma scalzare Berlusconi da quella poltrona in cui vorrebbero a loro volta sedersi codesti signori.

Ciò è confermato da uno degli usurai della Goldman Sachs: l’esponente italiano ospite a La7 si lascia scappare un’affermazione che molti altri riprendono nei giorni successivi ovvero “se Berlusconi si dimettesse il differenziale tra BTP e BUND (il famoso “SPREAD” mai sentito fino a qualche mese fa ed oggi tristemente famoso) scenderebbe dagli attuali 480 fino ad un valore compreso tra 100 e 200 punti! Gli usurai si sono quindi rivelati: com’è possibile infatti che le dimissioni di Berlusconi risolvano d’un colpo il problema dell’economia italiana? Oggi tocca a lui. E domani? Quale governo ci imporranno?

E’ ovvio che siamo di fronte ad uno scandalo! Lo ripeto: per me Berlusconi può andare a casa domani ma non dobbiamo consentire che siano degli usurai apolidi a stabilire chi debba governare l’Italia! Non è possibile consegnare il paese, più di quanto lo sia già, ai banchieri, ai datori di lavoro dei signori Prodi e Monti che non hanno battuto il minimo ciglio in passato quando si è trattato di vendere l’Italia allo straniero, al banchiere loro padrone!
Dobbiamo difendere il nostro paese e se per fare ciò sarà necessaria una guerra sappiano questi signori oscuri del mondo che è ancora vivo in molti italiani lo spirito dei giovani di Salò e che noi siamo pronti a sfidare financhè l’impossibile! Non ci lasceremo imporre i loro dictat! Per questo io vi dico e vi sprono: ITALIANI IN PIEDI! E’ TEMPO DI LOTTARE!

martedì 1 novembre 2011

Dal tripudio di Monaco 1938 alle risate di Bruxelles 2011

Cari amici e lettori,

Un tripudio di folla salutava il capo del Governo italiano che in quella circostanza toccò un livello di popolarità come non avveniva dal tempo di Cesare e l'Italia si ergeva a protagonista nel mondo.era il 29 e 30 settembre del 1938 quando per l'ennesima volta il Duce a Monaco di Baviera riusciva a mettere d'accordo tutti i capi di Governo intervenuti ed evitare uno scoppio anticipato del conflitto. Nei giorni successivi tutti i giornali del mondo tributarono onori e glorie al capo del Fascismo italiano Benito Mussolini che era riuscito ad evitare quella guerra che sembrava ormai dietro l'angolo.

Ottobre 2011: a Bruxelles l'Italia, sotto l'attacco ormai da mesi della finanza internazionale che sfrutta l'incapacità politica del paese, non solo viene sottoposta a dei dictat che ne minano di fatto la sovranità economica (quella monetaria è già venduta da un pezzo ai signori dell'Euro) ma siamo addirittura costretti a sopportare le risate del presidente francese Sarkozy e della cancelliera Merkel.
Il paese è ormai ridotto allo stremo e la colpa è chiaramente della politica. I politici italiani infatti ormai da anni non governano più ma si limitano ad eseguire l'ordinaria amministrazione (in quanto la straordinaria è imposta da UE, Usa e Gb); la classe politica è una delle più scadenti al mondo fatta in buona parte di maggiordomi e vallette.
Eppure se avessimo in Parlamento persone capaci ed oneste il nostro paese non impiegherebbe molto tempo e fatica per ridestarsi dall'incubo in cui si è cacciato. E' la moralità quella che serve perchè ovunque voltiamo il capo troviamo truffe, raggiri, mazzette, corruzione: come può un paese in cui la morale è ridotta a meno di niente risollevarsi? Un paese in cui l'essere onesti o l'essere gran lavoratori non comporta meriti e promozioni ma solo sentirsi dare del "fesso" dagli altri?
Ecco perchè l'esigenza di una nuova classe politica: la vecchia la moralità non sa nemmeno dove stia di casa! E dunque cosa fare? Di certo non ho la soluzione ma se gli italiani non cambiano con il proprio voto tale classe politica non ci sarà alcun futuro. D'altronde la stessa è espressione del popolo: curioso che lo stesso si lamenti dei politici quando poi si comporta esattamente allo stesso modo! Il nostro appello va dunque a quella piccola parte di popolazione italiana che conserva ancora e ha tramandato le tradizioni e la moralità trasmessa dal fascismo: prenda in mano la situazione prima che sia davvero troppo tardi.

Giuseppe Minnella, Direttore Ilduce.net