lunedì 7 novembre 2011

Italia in piedi! E' tempo di lottare!

Inizio questo articolo con una premessa che è d'obbligo:nessuno pensi infatti che lo stesso sia scritto per simpatia particolare nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi o nel suo ministro dell'Economia Tremonti. Detto questo iniziamo.

Che il nostro premier esageri nelle sue dichiarazioni è cosa ormai ben nota. Molti gli contestano il fatto che questo Governo abbia nascosto la crisi dicendo che in Italia non era cosi grave. Io sono invece d’accordo con lui. Perché?
Perchè la crisi è nata dalla speculazione finanziaria e non è un caso che i paesi più colpiti siano Stati Uniti e Gran Bretagna, maestri nell'economia di carta. Se dunque l'Italia è un paese manifatturiero e dove la speculazione aveva poco terreno fertile per quale motivo è andata in crisi?

Le cause sono da ricercare in tutte quelle imprese che alle prime avvisaglie della crisi internazionale, dal 2008 in poi, hanno preso la palla al balzo per scappare dall'Italia e trasferire nell'est Europa o in Cina le loro solide aziende. Attenzione non parliamo delle aziende di chi lotta dalla mattina alla sera contro mercato, fisco, clienti, lavoratori etc. Parliamo di quelle aziende leader nello sfruttamento e nella strumentalizzazione, di quelle persone, come la Marcegaglia ad esempio, che criticano il governo per il condono e l’evasione fiscale ma poi sono i primi ad essere colti con le mani ancora nel sacco.E nossignore!

Molti di costoro hanno bloccato i macchinari e fatto ricorso alla cassa integrazione ancora quando producevano grandi utili. Tanti hanno licenziato senza che effettivamente la crisi si fosse fatta sentire su di essi. Da qui il passo per la crisi è stato breve.
Ecco la colpa del Governo: non essere intervenuto nel frenare questa speculazione da parte degli imprenditori, non riuscire a comunicare che l'Italia con la crisi non aveva nulla a che vedere; non mettere in campo gli strumenti adatti ad impedire il dilagare della psicosi; i festini avevano la precedenza.
A questo punto entra in scena la finanza internazionale americana ed inglese che per riprendersi dal collasso tenta un attacco all’euro e dunque cerca facili guadagni contro il sistema Italia attaccando quello che da questo punto di vista è il paese europeo più debole: ciò grazie ad una classe politica degna del circo di Moira Orferi. Ruolo? I pagliacci!
Se infatti questi vampiri del popolo italiano si coalizzassero e mostrassero un’unica linea di intenti l’Italia ne uscirebbe indenne e più forte di prima. E invece no: per colpa di questi infami, spesso ladri, stiamo bruciando decine di miliardi di euro pubblici in quanto il loro fine unico non è il benessere del popolo italiano ma scalzare Berlusconi da quella poltrona in cui vorrebbero a loro volta sedersi codesti signori.

Ciò è confermato da uno degli usurai della Goldman Sachs: l’esponente italiano ospite a La7 si lascia scappare un’affermazione che molti altri riprendono nei giorni successivi ovvero “se Berlusconi si dimettesse il differenziale tra BTP e BUND (il famoso “SPREAD” mai sentito fino a qualche mese fa ed oggi tristemente famoso) scenderebbe dagli attuali 480 fino ad un valore compreso tra 100 e 200 punti! Gli usurai si sono quindi rivelati: com’è possibile infatti che le dimissioni di Berlusconi risolvano d’un colpo il problema dell’economia italiana? Oggi tocca a lui. E domani? Quale governo ci imporranno?

E’ ovvio che siamo di fronte ad uno scandalo! Lo ripeto: per me Berlusconi può andare a casa domani ma non dobbiamo consentire che siano degli usurai apolidi a stabilire chi debba governare l’Italia! Non è possibile consegnare il paese, più di quanto lo sia già, ai banchieri, ai datori di lavoro dei signori Prodi e Monti che non hanno battuto il minimo ciglio in passato quando si è trattato di vendere l’Italia allo straniero, al banchiere loro padrone!
Dobbiamo difendere il nostro paese e se per fare ciò sarà necessaria una guerra sappiano questi signori oscuri del mondo che è ancora vivo in molti italiani lo spirito dei giovani di Salò e che noi siamo pronti a sfidare financhè l’impossibile! Non ci lasceremo imporre i loro dictat! Per questo io vi dico e vi sprono: ITALIANI IN PIEDI! E’ TEMPO DI LOTTARE!

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